Ragazzina riconosce il suo violentatore

Lo stupro nel tunnel della stazione ferroviaria, la 17enne incastra un marocchino. A dicembre sfila il secondo indagato
AVEZZANO. Ha riconosciuto il suo stupratore tra i cinque giovani che aveva di fronte nel corso dell’incidente probatorio che si è tenuto davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Anna Carla Mastelli. La ragazza avezzanese di 17 anni ha indicato uno dei due stranieri marocchini accusati di violenza sessuale. Per il secondo indagato l’incidente probatorio si terrà a dicembre. I fatti risalgono a un anno fa. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due nordafricani avrebbero violentato la studentessa minorenne nel sottopasso della stazione ferroviaria, mentre altre persone facevano da palo. I due erano stati individuati dopo accurate indagini della polizia. Secondo la ricostruzione, la ragazzina, all’epoca di 16 anni, era stata immobilizzata per impedirle di fuggire e poi violentarla. I suoi aguzzini l’avrebbero portata con forza in un punto in penombra. Mentre uno di loro abusava di lei, gli altri, almeno due, facevano da palo. Lei ha pianto e ha gridato, ma nei paraggi non c’era nessuno. Tutto sarebbe avvenuto in pieno giorno. Una volta a casa, la 16enne aveva tenuto per sé l’accaduto, temendo la reazione dei genitori. Il giorno dopo aveva però raccontato tutto al fidanzato che aveva avvisato i genitori della ragazza. Così il padre della ragazzina aveva denunciato l’episodio agli agenti del commissariato di Avezzano. Le indagini della polizia, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini, avevano permesso di risalire alla coppia marocchina, ma non ai complici. Nel corso dell’incidente probatorio, la ragazza, da dietro a un vetro, ha riconosciuto il violentatore. Gli indagati, uno dei quali è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, sarebbero stati individuati anche grazie ad alcune testimonianze e le indagini erano andate avanti per diversi mesi. Era stata eseguita dall’autorità giudiziaria una perquisizione domiciliare e in alcune macchine intestate agli accusati, al fine di ricostruire l’accaduto e individuare indizi utili anche in computer e telefonini.
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