Ragazzini maltrattati, udienza concitata

Processo a prete e animatore: sfilano testimoni. Il pm contesta a una donna la falsa testimonianza
L’AQUILA. Udienza concitata, in un processo quantomai delicato nel quale si contesta a un prete e a un animatore-catechista di avere maltrattato dei ragazzi di Sorrento che erano in gita a Lucoli. Luca Scala, l’animatore, è accusato di maltrattamenti mentre a don Carmine Giudici i magistrati contestano solo la “culpa in vigilando”.
Un ruolo-chiave sarà rivestito anche dalle persone offese: nove bambini tra gli 11 e i 13 anni. Ieri sono state ascoltate alcune madri dei ragazzini campani che alcuni anni fa parteciparono all’escursione nell’Aquilano. Alcune hanno confermato, almeno in parte, il fatto di aver appreso dai figli, che, pur reticenti, hanno confessato loro i maltrattamenti. E le madri hanno anche detto di avere notato dei lividi su corpi dei loro figli.
Una testimonianza fin troppo diversa da quanto dichiarato in un precedente interrogatorio, è costata a una donna di 50 anni, apparsa reticente, l’invio degli atti al suo ufficio per falsa testimonianza da parte del pm Stefano Gallo. Il giudice Marco Billi ha anche invitato la 50enne sorrentina a essere più precisa, ma visto il suo racconto apparso lacunoso ora rischia di essere incriminata.
Il processo riprenderà il 13 aprile con l’audizione di altri testimoni di accusa e difesa e dovrebbero essere presenti anche gli imputati, che sono assistiti dagli avvocati Francesco Cappiello e Piera Farina.
Per un altro catechista, in quanto minorenne, è stata disposta la messa in prova dal tribunale competente.
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