Ragazzo aggredito, identificato il bullo

Nei guai un 25enne per la lite di un mese fa in piazza XX Settembre. Il rivale ha rischiato di perdere un occhio
SULMONA. Arrivano concreti risultati delle forze dell’ordine nella lotta all’inquietante fenomeno delle violenze in centro storico, in particolare durante i weekend. Un 25enne di Sulmona, P.P., è stato denunciato dalla polizia per lesioni gravissime ai danni di un coetaneo.
Quest’ultimo, in seguito al colpo ricevuto, ha rischiato di perdere un occhio. La denuncia del 25enne è arrivata al termine di lunghe e laboriose indagini condotte dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, guidata dall’ispettore superiore Daniele L’Erario, che come in un puzzle ha saputo mettere insieme i vari tasselli fino ad arrivare alla soluzione del caso. I fatti fanno riferimento al 4 febbraio scorso quando due giovani, nelle vicinanze di piazza XX Settembre, si resero protagonisti di una violenta lite, dopo un’accesa discussione scoppiata tra loro per futili motivi. Forse scaturita da vecchi rancori mai sopiti.
Nel violento alterco ebbe la peggio A.R.. L’altro contendente, che poi la polizia ha individuato in P.P., aveva ancora tra le mani una bottiglia piena di birra e forse senza nemmeno rendersi conto del gesto (entrambi, stando a quanto accertato proprio dagli agenti, avevano alzato un po’ troppo il gomito), ha colpito l’altro giovane in pieno volto, mandandolo a terra. Il colpo in pieno volto ha rischiato di far perdere l’occhio al 25enne, ricoverato d’urgenza nel reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, con una prima prognosi di quaranta giorni. Sul posto sono arrivati subito gli agenti del commissariato e gli ispettori della squadra anticrimine della polizia di Stato. I ragazzi, in quel momento nelle vicinanze del luogo dove è accaduto il fatto, sono stati subito fermati. Ma la maggior parte dei giovani presenti ha evitato di riferire i particolari di quel che avevano visto. Da qui il lavoro meticoloso che la polizia ha dovuto svolgere, per quasi un mese, per arrivare a identificare il presunto aggressore.
Di poco aiuto, infatti, si sono rivelate le telecamere del sistema di videosorveglianza cittadino, in quanto malfunzionanti, come segnalato nei giorni scorsi dalle stesse forze dell’ordine.
Solo grazie all’impegno e alla grande abilità persuasiva dei poliziotti dell’anticrimine, che hanno convinto alcuni testimoni a fidarsi di loro, rivelando come era andata la dinamica dei fatti, si è riusciti a identificare l’aggressore.
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