Ragazzo con la tubercolosi Al via i controlli della Asl

Sotto la lente di ingrandimento familiari, compagni di classe, insegnanti e amici Il 17enne sta bene, ma il protocollo prevede test per accertare eventuali contagi
SULMONA. Al via da oggi e per le prossime settimane i controlli sugli ambienti frequentati dal 17enne affetto da tubercolosi, che da venerdì scorso è ricoverato nel reparto Malattie infettive di Avezzano.
Il giovane ora sta bene, ma il protocollo prevede in questi casi di verificare eventuali contagi tra le persone che sono state più a contatto con lui. Per questo da stamattina saranno sottoposti a una serie di test i familiari, i suoi compagni di classe, i suoi insegnanti e i ragazzi con i quali fa attività sportiva.
I sanitari della Asl fanno sapere che la situazione è assolutamente sotto controllo e che gli esami vengono fatti solo per scrupolo e soprattutto per approfondire come un ragazzo abbia potuto contrarre una malattia ormai debellata in Italia, il cui vaccino non si somministra più da una quindicina di anni.
Per adesso, la prima ipotesi clinica che viene avanzata è che il giovane abbia potuto contrarre il bacillo di Koch per via delle sue difese immunitarie basse, a causa di una terapia a base di cortisone che stava seguendo. Certo, resta da approfondire dove abbia potuto prendere una malattia infettiva contagiosa.
Gli esperti del servizio prevenzione dell’azienda sanitaria partiranno col somministrare dei Tine test: un esame cutaneo per la diagnosi di infezione tubercolare, che si esegue premendo sulla cute dell’avambraccio un apposito dischetto dotato di 4 punte precedentemente immerse in una soluzione di estratti bacillari privi di azione tossica; la lunghezza delle punte è tale da inoculare nel derma un numero standardizzato di unità di estratto, che dopo 48 ore danno i primi risultati: in caso di positività della reazione, compare un eritema sulla pelle.
La reazione tubercolinica si positivizza dopo 4-6 settimane dall’infezione. La positività della reazione indica che il soggetto è stato infettato dal micobatterio della tubercolosi, con conseguente sensibilizzazione del sistema immunitario e non significa che l’organismo è immune, ma soltanto che sono aumentate le sue difese nei confronti delle reinfezioni.
La tubercolosi, o Tbc è una malattia infettiva e contagiosa, che si trasmette attraverso tosse, saliva o starnuti. Ma attualmente la maggior parte delle persone che entrano a contatto con questi germi non sviluppa i sintomi della malattia, che viene efficacemente spenta sul nascere dal sistema immunitario.
Considerata fino agli anni Cinquanta una grave malattia invalidante e alla lunga mortale, se non tempestivamente diagnosticata e curata, oggi la Tubercolosi, che attacca solitamente i polmoni, è trattabile con un combinato di antibiotici e altri farmaci.
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