Raid degli orsi, tutti dal giudice
Prima udienza per la richiesta di risarcimento alla Regione
PETTORANO SUL GIZIO. Residenti e piccoli allevatori della zona si coalizzano per chiedere il risarcimento per i danni provocati dagli orsi. E ieri c’è stata la prima udienza davanti al giudice di pace di Sulmona che ha visto il portavoce del comitato dei residenti di Valle Larga – frazione di Pettorano sul Gizio, sorto contro le incursioni dell’orso in Valle Peligna – Domenico Ventresca e la madre testimoniare davanti al giudice per chiedere il risarcimento dei danni alla Regione. L’udienza è stata aperta con la Regione che non si è presentata così come aveva fatto nella conciliazione del 20 novembre dello scorso anno. Sia Ventresca che la madre hanno confermato i fatti che fanno riferimento all’ottobre del 2015 quando per ben tre volte il pollaio della famiglia in questione fu visitato da un orso che distrusse recinto e porta per poi divorare una ventina di galline. «Da quella volta», ha detto la madre di Ventresca al giudice, «non riesco a dormire più per la paura di ritrovarmi l’orso in casa». Oltre ai danni materiali sia Ventresca che la madre hanno chiesto quelli morali e fisici derivanti dallo stato d’ansia successivo all’incursione dell’orso. L'udienza è stata quindi rinviata al 9 gennaio 2019, quando saranno ascoltati gli altri testimoni tra cui i forestali che si occuparono dei rilievi. Nel frattempo, dopo le continue incursioni dell’orsa Peppina e dei suoi tre cuccioli, lo stesso Ventresca ha avviato una raccolta firme tra i residenti della zona tra Valle Larga e Sulmona da consegnare al prefetto, per chiedere l’annullamento dell’ordinanza con cui il sindaco di Pettorano Sul Gizio ha fissato delle disposizioni per i concittadini, finalizzate sia alla protezione di stalle e pollai sia all’incolumità delle persone e degli orsi. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

