Raid razzista, dai 2 arrestati versioni diverse

8 Agosto 2018

Spagnoletti invoca la legittima difesa, Di Lorenzo nega di aver partecipato a una spedizione punitiva

SULMONA. Avrebbe agito per legittima difesa, tirando fuori il coltello dopo essere stato affrontato e colpito a un occhio da uno degli ospiti della casa di accoglienza. Ha negato di essere stato spinto da odio razziale e ha aggiunto di trovarsi all’interno dello stabile per puro caso. È così che si è difeso ieri pomeriggio nell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di via Lamaccio, Nicola Spagnoletti, il 46enne arrestato l’altro giorno insieme a Serafino Di Lorenzo, sulmonese di 39 anni, perché accusati di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale. Davanti al gip Daniele Sodani, l’uomo – di origine toscana e senza fissa dimora – ha dichiarato di aver agito senza alcuna premeditazione, in quanto si sarebbe trovato coinvolto in quella situazione solo perché si trovava in compagnia del Di Lorenzo. «Non sapevo nemmeno chi si trovasse all’interno di quella casa, ho tirato fuori il coltello solo dopo essere stato colpito a un occhio da una delle persone che mi avevano accerchiato con fare minaccioso» ha detto Spagnoletti al giudice. Diversa la versione fornita da Di Lorenzo, il quale ha confermato quanto aveva già dichiarato alla polizia dopo il fatto e tramite il suo avvocato, Alberto Paolini, subito dopo l’arresto. «Mi sono recato da solo al centro accoglienza per parlare con il responsabile Alì che conosco da molto tempo, perché volevo chiarimenti su un episodio al quale avevo assistito poco prima, nel corso del quale uno degli ospiti aveva ceduto una dose di marijuana a una minorenne di Sulmona, mia conoscente, che dopo averla fumata aveva avvertito un malore», ha ribadito Di Lorenzo, confermando di essersi accorto della presenza di Spagnoletti solo quando era all’interno dello stabile. «Non ho nulla contro i migranti e non nutro nei loro confronti sentimenti di odio razziale anche perché conosco da tempo il responsabile della struttura di accoglienza. Ed è proprio lui che cercavo per chiarire una situazione che ritenevo pericolosa per la salute di una minorenne». Alla luce delle due versioni sicuramente divergenti tra loro, il gip Sodani si è riservato la decisione, nodo che scioglierà solo oggi. Dal canto suo l’avvocato Paolini ha chiesto al giudice la scarcerazione di Di Lorenzo o, in alternativa, una misura cautelare meno pesante del carcere. Simona Fusco, l’avvocato che difende Spagnoletti, si è riservata di avanzare eventuali richieste nei prossimi giorni.
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