Raid vandalico all’eremo di Celestino V

Parte della recinzione e i cestini per i rifiuti scaraventati nella scarpata sottostante. Danneggiate anche le panchine
SULMONA. Vandali di nuovo in azione all’eremo di Celestino V. La notte scorsa ad esser presi di mira sono stati gli arredi in legno e la staccionata del belvedere. In particolare, cestini per i rifiuti e parte della recinzione in legno che delimita l’area picnic sono stati buttati nella scarpata sottostante, mentre danni più lievi si registrano alle panchine. Evidentemente le sedute in legno sono risultate troppo pesanti per essere scaraventate giù per il dirupo. Al di là di una conta dei danni, che dopo il sopralluogo dei vigili urbani di ieri non dovrebbe andare oltre qualche centinaia di euro e che fortunatamente è meno salata delle iniziali previsioni, resta lo sdegno per l’accaduto. Solo l’anno scorso era stata ridotta in frantumi la vetrata che protegge l’antico mosaico ellenistico lungo il sentiero caro a frate Pietro da Morrone. Mentre appena il mese scorso lo chalet dell’eremo aveva subito l’ennesimo furto. Del resto, la sbarra di delimitazione dell’area rimasta aperta deve aver facilitato l’ingresso dei vandali. Per questo, nemmeno un mese fa il Comune ha sollecitato la Regione il avere il nullaosta temporaneo per l’avvio degli interventi sull’eremo e lo chalet. La giunta comunale, infatti, con una delibera ha chiesto di poter avviare la riqualificazione dell’area. Il tutto perché la ormai annosa questione degli usi civici non è stata ancora risolta, impedendo di fatto al Comune di disporre fino in fondo della zona. Anche per questo, appena qualche settimana prima, lo chalet era stato oggetto di un furto da circa 7mila euro ai danni delle attrezzature da cucina. E in quell’occasione l’associazione celestiniana, che conserva la gestione della struttura, ha richiamato l’attenzione proprio del Comune. Il rilascio del nullaosta temporaneo da parte della Regione consentirà l’affidamento del servizio di progettazione degli interventi, nonché delle ulteriori attività necessarie alla conservazione del finanziamento. Regione, Mibac e Comune avevano concordato la realizzazione di un intervento sull’eremo di Santo Onofrio volto alla riqualificazione dell’area celestiniana per 600mila euro.
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