Ramunno e D’Amico lasciano il sindaco

Formalizzata l’uscita dal gruppo che sostiene la giunta, maggioranza in frantumi alla vigilia del voto sul bilancio
SULMONA. La decisione l’hanno maturata in questi ultimi due mesi e l’occasione è stata la votazione in commissione congiunta Bilancio e Opere pubbliche del punto sul complesso scolastico unico. Così i due consiglieri di maggioranza Deborah D’Amico e Andrea Ramunno hanno formalizzato ieri la loro uscita dal gruppone di maggioranza da sette consiglieri di “Sulmona al centro”. Da un lato la necessità di avere maggiori dettagli sul progetto di scuola unica in viale XXV Aprile e dall’altro la constatazione del fatto che poco o nulla sia cambiato dalla loro richiesta di cambio di passo, arrivata circa due mesi fa. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il voto di astensione della consigliera D’Amico sul nuovo plesso scolastico», spiega Ramunno. «Noi siamo favorevoli alla nuova scuola, ma il progetto non può essere fatto a discapito dagli altri edifici esistenti in città, soprattutto di quelli delle frazioni». La scuola unica, che dovrebbe ospitare bambini dell’asilo e alunni delle elementari dovrebbe sorgere in viale XXV Aprile, secondo un vecchio progetto della giunta Federico, che il neo assessore Nicola Angelucci (all’epoca presidente del consiglio comunale) ora ha rispolverato non incontrando il favore di tutti i consiglieri di maggioranza. Anzi, nei mesi scorsi, il progetto era finito nel dimenticatoio proprio perché l’ex assessore ai Lavori pubblici Mario Sinibaldi non si era mai mostrato più di tanto favorevole. Ora i due consiglieri passeranno al gruppo dei non iscritti, ex misto, come prevede l’articolo 11- comma 1- del regolamento del consiglio comunale.
«Non è che siamo usciti dalla maggioranza», tiene a precisare Ramunno. «Non è una sfiducia nei confronti di nessuno, ma solo la richiesta di un cambio di passo, avanzata già due mesi fa e arrivata solo parzialmente. Su edilizia scolastica, riorganizzazione della macchina amministrativa, frazioni e centro storico le cose sono state fatte solo in parte e da qui la nostra decisione di uscire dal gruppo. Noi siamo pronti al dialogo e a tornare sui nostri passi se le cose cambieranno. La nostra è una scelta di coerenza, che abbiamo preso anche per non condizionare il gruppo. Ciò significa che voteremo secondo coscienza». Un problema non da poco per il sindaco Annamaria Casini e per il resto della maggioranza alla vigilia di approvazioni importanti in aula, come appunto il piano triennale delle opere pubbliche e il bilancio di previsione. Proprio su quest’ultimo punto, il prefetto ha diffidato il Comune ad approvare il documento programmatico economico entro 20 giorni e cioè entro il 3 maggio. Un atto dovuto quello della prefettura, che però assume un peso importante alla luce delle attuali frizioni in maggioranza.
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