Ranalli critica Di Masci: «La verità emergerà»

Il sindaco uscente: mentre io lavoravo per la città, c’era chi operava su altri tavoli Lo show di sabato è frutto di una visione del tutto personale della realtà»
SULMONA. Un’operazione verità per ricostruire i fatti realmente accaduti e gli accordi mancati che hanno portato alla caduta anticipata della sua amministrazione. All’indomani dell’intervento-show di Bruno Di Masci, che si è detto pronto a tornare in campo e ad essere a disposizione della città, l’ex sindaco Peppino Ranalli preferisce non entrare nel merito delle singole dichiarazioni del presidente provinciale dei probiviri del Pd, restando in attesa del decreto di scioglimento del consiglio comunale che tarda ad arrivare. «La situazione è ancora in evoluzione», interviene Ranalli, «non sappiamo neppure se il provvedimento di scioglimento arriverà prima del 24 febbraio, così da poter scongiurare un commissariamento lungo. Per questo trovo fuori luogo esprimere giudizi. Certo è che la ricostruzione fornita da Bruno Di Masci è il frutto di una visione tutta personale». Il riferimento dell’ex sindaco è alla spiegazione dei motivi della crisi, scaturita l’11 febbraio nelle dimissioni di 9 consiglieri (due dei quali del Pd) su 16. «Gli accordi che si stavano facendo per ridare slancio all’amministrazione prevedevano la presenza del Pd», aggiunge Ranalli, «dunque davvero non capisco le giustificazioni fornite, che attribuisco a una visione tutta personale». Al di là della ricostruzione dei motivi della rottura, la sala dell’incontro pubblico di sabato pomeriggio era piena e Di Masci, che è stato presidente della Provincia, sindaco e consigliere regionale, aveva attorno a sè gli ex assessori Aldo Milan e Luciano Marinucci e gli ex consiglieri comunali Fabio Ranalli e Alessio Di Masci (il figlio). Oltre al solito stuolo di dipendenti comunali, simpatizzanti e amici che evidentemente non hanno accolto l’appello del segretario-commissario del Pd, Marco Rapino, a voltare pagina e ad abbandonare le vecchie logiche di potere e le persone che le rappresentano. Quello che è certo è che è toccato proprio a Di Masci rompere gli indugi e inaugurare la campagna elettorale, con o senza il Pd sarà da vedere in base alle decisioni che arriveranno da Pescara. Non intende sciogliere le riserve, invece, l’ex sindaco. «È troppo presto per dire quello che farò», taglia corto Ranalli, «e vedremo cosa deciderà il partito. Certo è che mentre io lavoravo per la città c’era chi operava su ben altri tavoli, e questo è un fatto gravissimo».
Federica Pantano
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