Ranalli incassa due sì: Pino Mauro e la Berghella

9 Febbraio 2016

Troppi no e il sindaco non riesce ancora a varare la sospirata giunta tecnica Mariotti rinuncia all’incarico di assessore, l’opposizione chiede il ritorno al voto

SULMONA. Aveva fatto sapere a tutti che entro oggi avrebbe presentato la sua “giunta tecnica di alto profilo”, forte dell’appoggio e dell’aiuto che gli ha garantito il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Invece, quella di ieri è stata un’altra giornata difficile per il sindaco Peppino Ranalli. Fino a tarda sera è rimasto chiuso in una sorta di conclave, per tentare di venire a capo della situazione e individuare le persone giuste per formare il nuovo esecutivo. Ma dei tanti tecnici contattati, solo due avrebbero dato al momento la loro disponibilità: l’economista Pino Mauro e l’avvocato Anna Berghella, presidente di Fabbricacultura. Per convincerli sarebbe intervenuto direttamente D’Alfonso che avrebbe chiesto ai due professionisti di mettersi a disposizione del sindaco e di Sulmona. In mattinata è stato contattato anche il presidente dell’Ascom Fidi e Ascom Servizi, Claudio Mariotti, il quale, però ha declinato l’invito rinunciando a far parte del nuovo esecutivo. La situazione politica cittadina costantemente in fibrillazione e i troppi litigi tra gli stessi partiti che hanno garantito il proprio appoggio alla nuova avventura del sindaco, gli hanno consigliato di non accogliere la proposta.

Insomma, la situazione resta alquanto complicata anche dopo le dichiarazioni dei quattro consiglieri comunali che fanno capo all’assessore regionale Andrea Gerosolimo, del segretario regionale del Pd, Andrea Rapino e dei tre consiglieri di Pronti per cambiare, che hanno incoraggiato Ranalli ad andare avanti con una giunta di tecnici.

Intanto, dall’opposizione arriva un nuovo invito al sindaco a farsi da parte. Elezioni subito, è la parola d’ordine che lancia il centrodestra, con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Sovranità che ieri, in una conferenza stampa, hanno chiesto al primo cittadino di rassegnare le dimissioni insieme all’intero consiglio comunale, ponendo fine all’agonia della sua maggioranza.

«Da quando è scoppiata la crisi, di cui nessuno conosce i motivi reali, il sindaco è sparito bloccando la città», ha accusato Luigi La Civita, capogruppo consiliare FI, «è suo dovere spiegare cosa è accaduto ed è inutile questa spasmodica ricerca di assessori per comporre una giunta tecnica, tentando la designazione di professionisti che verrebbero da fuori città. Assessori magari teleguidati dal presidente della Regione D’Alfonso e dal segretario regionale Pd, Marco Rapino, che vorrebbero di fatto commissariare sindaco e città, dopo aver commissariato il Partito democratico sulmonese. Una situazione umiliante per la città», ha proseguito La Civita, «invito tutti i consiglieri a dimettersi per andare ad elezioni a maggio».

Per l’opposizione i tempi ci sarebbero spingendo sul prefetto Francesco Alecci, affinché sia pronto il decreto presidenziale di scioglimento del consiglio entro il 24 febbraio.

«Questo sindaco prima è stato ostaggio del suo mentore, Bruno Di Masci, poi quando questo rapporto si è raffreddato si è buttato con Gerosolimo», ha spiegato Alberto Di Giandomenico, rappresentante del gruppo Sovranità. «Proprio per questo suo comportamento la maggioranza è stata in crisi da sempre, non da oggi, eppure premono problemi gravi per la città come ospedale e tribunale. Problemi che esigono un’amministrazione e un sindaco capaci. Per questo l’unica via d’uscita è quella di tornare subito al voto».

Claudio Lattanzio

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