Rapina all’oreficeria, caccia a una Fiat Stilo

È l’auto rubata la notte prima ad Avezzano e utilizzata per l’assalto da Ranalletta. Pronti gli identikit di alcuni banditi
AVEZZANO. Si cerca una Fiat Stilo utilizzata dai rapinatori per mettere a segno la rapina alla Gioielleria Ranalletta in via Trieste. La macchina, rubata ad Avezzano la sera precedente al colpo, potrebbe fornire indizi utili a risalire ai componenti della banda criminale. Sono stati visionati, nel frattempo, i filmati delle telecamere a circuito chiuso che si trovano nell’oreficeria e davanti alla sede della Bper. Tre malviventi sono stati ripresi in modo chiaro: si tratta di un uomo di bassa statura che indossava un paio di occhiali da sole e una coppia di mezza età, un uomo e una donna, che si sono finti coniugi in modo da entrare nella gioielleria senza destare sospetto. Non c’è traccia degli altri complici, almeno dai filmati, forse perché uno è rimasto all’esterno e l’altro ha fatto da palo, controllando che ci fosse via libera per la fuga. La polizia sta lavorando agli identikit dei banditi.
È ancora in corso, invece, l’inventario dei preziosi e degli orologi rubati nel locale gestito da Corrado Ranalletta. L’uomo è stato costretto ad aprire la cassaforte sotto la minaccia di una pistola. Non è stata accertata ancora una cifra esatta riguardo all’ammontare della refurtiva. Si avrà un bilancio certo al termine dell’inventario ancora in corso. Ma stando alle prime indiscrezioni il bottino supera 200mila euro. Tra la refurtiva ci sono anche orologi, oltre a gioielli e diamanti. La banda è entrata in azione poco prima di mezzogiorno. Uno dei banditi si è accodato a una cliente conosciuta da Ranalletta, eludendo i dispositivi anti-intrusione. In questo modo ha agevolato l’ingresso degli altri. Prima di scappare, i rapinatori hanno legato il proprietario in modo che non potesse lanciare l’allarme in tempi rapidi. La moglie Roberta è stata invece chiusa a chiave nel bagno insieme a due clienti. Ad attendere i quattro rapinatori all’esterno della gioielleria in via Trieste c’era un complice a bordo della Fiat Stilo. Alcuni testimoni hanno raccontato che per allontanarsi dal luogo della rapina il conducente ha dovuto fare diverse manovre per invertire il senso di marcia, prima di immettersi in via Diaz. Non si escludono collegamenti con i colpi messi a segno nelle gioiellerie dell’Aquila l’altra notte e alcune settimane fa. (p.g.)
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