Rapina alla tabaccheria Arrestati i fratelli Di Silvio

Operazione portata a termine dall’anticrimine di Avezzano dopo lunghe indagini I malviventi per farsi consegnare i soldi avevano puntato un’arma su un bimbo
AVEZZANO. Dopo indagini elaborate e delicate, sono stati arrestati i presunti autori della rapina a mano armata che alcuni malviventi hanno messo a segno nello scorso dicembre, ai danni dei titolari della tabaccheria Fasciani, in via America, ad Avezzano.
Si tratta dei fratelli Nazzareno e Pasquale Di Silvio, entrambi avezzanesi, finiti in carcere con un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Avezzano.
Le indagini che la polizia aveva svolto a marzo, avevano portato all'arresto di altri due complici dei fratelli Di Silvio, Mario Morelli e Santo Felughi, quest’ultimo originario della Sicilia e già coinvolto in altri casi legati alla criminalità avezzanese, tra cui un attentato esplosivo a un’auto della polizia proprio ad Avezzano.
L'operazione della squadra anticrimine del commissariato del capoluogo marsicano, ha permesso di chiudere il cerchio sugli autori del colpo, al quale si trovò ad assistere anche un bambino, figlio di una delle titolari.
Al piccolo i rapinatori puntarono l'arma sul volto. In quella occasione a Pasquale Di Silvio era stata contestata la resistenza a pubblico ufficiale: la sera della rapina, nella sua casa ci fu una perquisizione, sempre degli agenti del commissariato. Insieme a sua madre, A.P., si erano resi responsabili della resistenza.
L'operazione che ha portato all'arresto di due fratelli avezzanesi è stata illustrata ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, dal vice questore aggiunto Paolo Gennaccaro e del sostituto commissario Gaetano Del Treste, alla guida della squadra anticrimine.
Il caso di criminalità fece molto scalpore, in particolare per la violenza con cui la rapina fu messa a segno, visti che i malviventi non si fecero scrupoi a puntare una pistola anche sul viso di un bambino, utilizzandolo, secondo gli inquirenti, come ostaggio per farsi consegnare il denaro.
Durante il colpo all'interno della tabaccheria, insieme al bambino di 10 anni c'era anche la nonna, che aveva tentato di difendere il nipote.
La rapina era stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza e i filmati sequestrati dalla polizia.
Subito dopo il colpo, uno dei presunti responsabili era stato fermato e portato in commissariato per essere interrogato.
Le indagini avevano permesso di individuare due dei rapinatori, che successivamente erano finiti in cella.
Gli arrestati sono difesi dall'avvocato Antonio Pascale. Un’altra persona è stata denunciata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

