Rapinarono un amico, due condanne
Traditi dalla ciabatta che uno dei rapinatori aveva lasciato per strada durante la fuga. Ed era stato proprio grazie a quel particolare che la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona,...
Traditi dalla ciabatta che uno dei rapinatori aveva lasciato per strada durante la fuga. Ed era stato proprio grazie a quel particolare che la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, guidata dall’ispettore Daniele L’Erario, era riuscita prima a identificare i due malviventi e poi a farli arrestare. Ieri, a distanza di oltre cinque anni da quella rapina, è arrivata la sentenza per Bruno Spinelli e Claudio Morelli.
Il giudice Marco Billi li ha condannati alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione ritenendoli colpevoli del reato di rapina per il quale erano finiti sotto processo.
I fatti risalgono alla nottata tra il 19 e il 20 agosto del 2013, quando i due rubarono una collana d’oro, il cui valore si aggirava intorno ai 3.500 euro, a un 39enne di Sulmona, con cui avevano trascorso la serata in un locale di via Avezzano.
Prima avevano bevuto insieme alla vittima per poi seguirlo e strappargli la collana nel buio dell’androne della sua abitazione dopo averlo riempito di botte a tal punto da farlo finire in ospedale. Alle indagini avevano collaborato anche agenti di polizia di Avezzano, città di residenza di Claudio Morelli.
Sia la vittima che gli aggressori erano stati anche ripresi dalle telecamere del sistema di sicurezza del locale dove i tre avevano trascorso insieme la serata. (c.l.)
Il giudice Marco Billi li ha condannati alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione ritenendoli colpevoli del reato di rapina per il quale erano finiti sotto processo.
I fatti risalgono alla nottata tra il 19 e il 20 agosto del 2013, quando i due rubarono una collana d’oro, il cui valore si aggirava intorno ai 3.500 euro, a un 39enne di Sulmona, con cui avevano trascorso la serata in un locale di via Avezzano.
Prima avevano bevuto insieme alla vittima per poi seguirlo e strappargli la collana nel buio dell’androne della sua abitazione dopo averlo riempito di botte a tal punto da farlo finire in ospedale. Alle indagini avevano collaborato anche agenti di polizia di Avezzano, città di residenza di Claudio Morelli.
Sia la vittima che gli aggressori erano stati anche ripresi dalle telecamere del sistema di sicurezza del locale dove i tre avevano trascorso insieme la serata. (c.l.)

