Rapine e maltrattamenti, 36enne in cella
Scirri accusato di aver aggredito una studentessa che stava ritirando soldi al Postamat del Torrione
L’AQUILA. Inseguito da due mandati di cattura per rapine e una lunga serie di altri reati, un giovane aquilano, Massimiliano Scirri, 36 anni, è finito in carcere a fronte di contestazioni davvero pesanti per fatti commessi a Roma, Chieti, e nella sua città. Comportamenti violenti che hanno alla base un’unica matrice: la necessità di avere soldi per comprare droga. Il giovane è stato arrestato nel Chietino in seguito a un incidente stradale. Domenica sera il 36enne, che era a bordo di un’utilitaria, si è schiantato contro un muro a Chieti. All’arrivo dei carabinieri li ha minacciati arrivando a dire di far parte del clan dei Casamonica. Il giovane è stato quindi bloccato per minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Ma ieri è stato spiccato anche un ordine di arresto da parte della magistratura aquilana che individua Scirri come responsabile di una tentata rapina al Torrione. Il 4 settembre scorso, infatti, ha aggredito una studentessa universitaria che stava effettuando un’operazione. «Fammeli piglia’ a me ’sti soldi», le ha intimato dopo averla fatta cadere a terra. Non è riuscito a prendere nulla, ma per lui è scattata l’accusa di tentata rapina e lesioni che la donna ha riportato in più parti del corpo. Il giovane è stato incastrato dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza dell’ufficio postale nel quale si vede la donna che viene aggredita e spintonata dall’uomo, poi riconosciuto dalla vittima. Inoltre, giorni dopo, gli indumenti che indossava in occasione della rapina sono stati ritrovati dalla polizia durante una perquisizione domiciliare. La successiva attività investigativa ha permesso di svelare altri reati commessi dall’uomo nei confronti dei familiari. In particolare è emerso che Scirri, per procurarsi il denaro necessario ad acquistare della sostanza stupefacente, ha aggredito, e minacciato anche di morte, i componenti della sua famiglia, determinando un insopportabile clima di terrore.
Per questo gli sono anche contestati i reati di estorsione e maltrattamenti.
L’ordine di arresto, per quanto riguarda la rapina al Torrione e gli altri reati, è stato firmato dal gip Guendalina Buccella su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Stefano Gallo, mentre le indagini sono state fatte dagli agenti della Mobile diretti da Tommaso Niglio.
Il giovane è assistito dall’avvocato Francesco Valentini del Foro dell’Aquila.(g.g.)
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