Rapine nei supermercati Condannato a quattro anni

12 Giugno 2019

L’imputato, di Morino, era accusato di far parte di una banda organizzata a Roma Il tribunale lo ha ritenuto colpevole di un solo colpo. Il pm aveva chiesto 11 anni

MORINO. È stato condannato a quattro anni di carcere con l’accusa di essere il componente di una banda di malviventi dediti a rapine nei supermercati e ai portavalori. Si tratta di Domenico Severa, 61 anni, di Morino, che ha ottenuto gli arresti domiciliari. Una gang di rapinatori vecchio stile che lasciavano come firma l’auto utilizzata per i colpi, una Golf. Otto i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti a gennaio dello scorso anno dalla Squadra mobile in collaborazione con i carabinieri. Un’attività complessa, frutto di intercettazioni, pedinamenti e rilievi scientifici. Il marsicano, secondo l’accusa, aveva fatto parte, se pur per un solo colpo, del gruppo criminale specializzato nell’assalto a portavalori, guardie giurate e supermercati. L’uomo, rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli, è stato processato dai giudici del Tribunale penale di Roma. Durante il processo sono stati ricostruiti gli aspetti dell’operazione. Il pm, al termine della requisitoria aveva chiesto 11 anni e sei mesi di carcere. Il difensore del 61enne, Antonio Milo, ha chiesto le attenuanti per il suo assistito non avendo partecipato a tutti colpi ma solo a quello del supermercato di Tor Bella Monaca. Il marsicano era accusato di associazione a delinquere e nel corso delle indagini, condotte dalla sezione rapine della Mobile, è stato possibile ricostruire le mansioni di ciascun arrestato, ognuno con specifici ruoli. Gli assalti avvenivano sempre a volto travisato da scaldacollo e berretti, servendosi di armi e utilizzando per la fuga una Volkswagen Golf, l’auto preferita dalla banda. L’associazione criminale era stata promossa e diretta da Salvatore Centro, campano 48enne che gravitava nella Capitale. Secondo quanto emerso si serviva di una base logistica a Tor Bella Monaca, sia per nascondere armi e capi d’abbigliamento (tra cui pettorine in dotazione alle forze di polizia), sia per progettare i colpi da eseguire nello stesso quartiere o in varie zone di Roma, dalla Tuscolana alla Casilina, fino alla Prenestina o ad Acilia. I colpi sono stati portati a termine tra agosto del 2016 e marzo del 2017.
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