Rapinò la zia, tre anni ai servizi sociali

8 Novembre 2019

Il giudice Sodani ha accolto la richiesta di patteggiamento e ha dato la possibilità di recupero al 20enne Alex Ferretti

SULMONA. Dal mese di febbraio era agli arresti domiciliari per aver aggredito e rapinato l’anziana zia, colpendola alla testa con un sasso.
Ieri, nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta davanti al gup del tribunale di Sulmona, il giovane Alex Ferretti, 20enne di origine ucraina, ma residente a Capestrano, ha chiesto e ottenuto di chiudere definitivamente la brutta vicenda giudiziaria che lo vedeva coinvolto, patteggiando la condanna a tre anni. Una pena che non dovrà scontare in carcere, ma ai servizi sociali, ai quali è già stato affidato.
«Abbiamo concordato insieme al giudice questa linea per dare la possibilità a un giovane di soli 20 anni, incensurato, di poter ricominciare lasciandosi dietro le spalle una brutta parentesi della sua vita», afferma il legale del giovane, l’avvocato Genny Carugno. «Il lungo periodo passato agli arresti domiciliare ha infatti consentito al giovane di poter riflettere su quello che aveva fatto. Ed è stato lui stesso a scegliere la via del riscatto, mettendosi a disposizione della società e delle persone che hanno bisogno».
La vicenda fa riferimento al pomeriggio del 12 febbraio scorso, quando il giovane sarebbe stato minacciato da uno spacciatore per un debito che avrebbe contratto per l’acquisto di droga. Non sapendo a chi rivolgersi, il 20enne messo alle strette ha preso la decisione di raggiungere la villa tra Sulmona e Pacentro dove abita l’anziana zia, per rapinarla. La donna stava pulendo il giardino quando Ferretti l’ha raggiunta alle spalle e l’ha colpita con una pietra alla testa, lasciandola sanguinante per terra. Entrato in casa il giovane ha trovato la borsa dell’anziana parente e ha rubato qualche centinaio di euro. Con una parte di quella somma il ventenne avrebbe saldato il debito di droga, la parte restante era ancora in suo possesso quando i carabinieri l’hanno bloccato, con le scarpe ancora sporche di sangue. Pressato dai carabinieri e messo di fronte all'evidenza il giovane aveva confessato, piangendo, di essere stato lui a colpire la zia e di averlo fatto perché gli servivano i soldi per acquistare la droga. Solo in un secondo momento il 20enne ha dichiarato di essere stato indotto a rapinare la zia per restituire denaro, che gli era servito per gli stupefacenti. Cosa che ha ripetuto anche ieri mattina davanti al gup, Daniele Sodani, che dopo aver ascoltato il giovane e la richiesta avanzata dall’avvocato Carugno, in accordo con la pubblica accusa ha accettato che la vicenda potesse essere chiusa con il patteggiamento. Evitando al ragazzo anche di finire dietro le sbarre e concedendogli la possibilità di ricostruire la sua vita.
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