Rassegna sui libri, la difesa degli organizzatori

Anche l’ospite antisemita si tira indietro. Solo tre giorni fa parlava di evento «senza mafia antifascista»
L’AQUILA. Appena tre giorni fa, prima che divampassero le polemiche, Franco Nerozzi pubblicava su Twitter la locandina con il programma dell’evento “L’Aquila Città del libro” e scriveva poche parole appena: «Un festival senza mafia antifascista». Ora, dopo che il sindaco Pierluigi Biondi ha chiuso le porte alla partecipazione dell’autore - accusato di posizione antisemite -, sono gli stessi organizzatori dell’Associazione Castelli di Carta ad annunciare il dietrofront di Nerozzi. «L’autore, invitato a non prendere parte alla manifestazione», scrive l’associazione umbra, «ha fatto pervenire una nota alla nostra associazione con la quale dichiara la sua volontà di non partecipare più alla rassegna». Un passo indietro arrivato dopo le feroci critiche della minoranza, in particolare il Partito democratico. Polemiche che gli organizzatori definiscono «strumentali»: «Certi della rilevanza culturale dell'evento, più forte delle polemiche di chi vuole solo strumentalizzare l'iniziativa, prendiamo atto della disdetta dell'autore, modificando di conseguenza la scaletta degli eventi che comunque porteremo sul palco dell’Emiciclo con l'obiettivo di valorizzare il territorio grazie alla presenza di filosofi, giornalisti, inviati, politici e liberi pensatori riuniti insieme, nella splendida cornice della sede del consiglio regionale, per creare nuove idee attraverso la forza del dialogo». Ma il niet di Biondi alla presenza di Nerozzi alla kermesse dell’Emiciclo non scalfisce le opposizioni: «La decisione del sindaco non smuove di una virgola la nostra indignazione. Siamo sempre più convinti che occorra tenere l’attenzione altissima, perché si lavora da tempo a un’operazione di revisionismo che è sfrenata, che usa le manifestazioni e le iniziative culturali, assieme alla propaganda, come clave», afferma il segretario regionale del Pd, Daniele Marelli. «Quando vengono scoperti, fanno marcia indietro e fanno le vittime. La destra quando va al governo dà il peggio di sé, continua a strizzare l’occhio ai propugnatori delle idee più infami e alle nefandezze neofasciste», sostiene Elisabetta Piccolotti, deputata dell’Alleanza Verdi Sinistra. «Nerozzi, oltre a essere stato un mercenario in golpe all’estero (e condannato) è un antisemita dichiarato tanto da essere responsabile di affermazioni del tipo “ebrei imbroglioni dal naso adunco” dedicato ai giornalista David Parenzo o Gad Lerner e continuando», chiosa la Piccolotti, «con i più triti e infami stereotipi antisemiti contro Alan Friedman o Roberto Saviano, ironizzando addirittura sulla senatrice Liliana Segre e il suo ritorno ad Auschwitz».
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