Razzia dei ladri in officina Il titolare: causa allo Stato

24 Gennaio 2020

L’AQUILA. Depredata, l’altra notte, l’autofficina di Sabatino Marcocci che si trova sulla statale 17 bis a Paganica. Il colpo è stato commesso da una banda di malviventi che ha scassinato gli...

L’AQUILA. Depredata, l’altra notte, l’autofficina di Sabatino Marcocci che si trova sulla statale 17 bis a Paganica. Il colpo è stato commesso da una banda di malviventi che ha scassinato gli ingressi dell’attività, in particolare la saracinesca, ma anche altre entrate laterali. I banditi hanno preso praticamente tutto, dalle chiavi inglesi alle batterie, computer e tutti gli altri strumenti di lavoro che sono presenti in un’attività di questa natura. Il danno economico è considerevole, visto che ammonta a circa 30mila euro. Si tratta di roba che può essere smerciata agevolmente sui mercati illegali e con scarsi rischi.
Il fatto che questa officina si trovi in una zona isolata ha permesso ai ladri di agire con tranquillità.
Nell’ipotesi di poter essere scoperti essi avevano anche rotto delle finestre dalle quali fuggire a piedi nella campagna. Il materiale, dopo circa un’ora, è stato caricato su un furgone e poi la banda è andata via. Le telecamere a circuito chiuso hanno filmato, per l’appunto, il furgone (quasi certamente rubato) intorno alle 4 di ieri mattina per cui si presume che i ladri siano arrivati un’ora prima. Individuata anche una macchina adoperata per la fuga dell’intera banda.
«Il furto», dice il titolare dell’officina, «lo abbiamo scoperto quando siamo venuti al lavoro. È assurdo che avvengano queste cose. Non è possibile che chi lavora debba stare in balìa di queste bande. Bisognerebbe fare causa allo Stato per danni, visto che paghiamo le tasse inutilmente». Il riferimento, dunque, non è diretto alle forze dell’ordine che, dati gli organici, non possono stare dovunque, ma al dato che «lo Stato», come ribadiscono altri commercianti, «non fa abbastanza per bloccare sul nascere queste incursioni che danneggiano l’economia locale». Del resto non solo a Paganica, ma anche in altre zone periferiche dell’Aquila, sono tante le attività commerciali che segnalano assalti da parte di bande.
Al punto che mesi fa ci fu una riunione in prefettura, ma da allora non è cambiato nulla. (g.g.)
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