Recite di Natale senza i sindaci: il precedente che fa discutere

22 Dicembre 2023

Per la festa delle forze armate la dirigente vietò la partecipazione degli alunni alle funzioni religiose Per le rappresentazioni di fine anno non saranno previsti interventi di istituzioni, né posti riservati

PESCINA. Sta destando scalpore la circolare della dirigente scolastica dell’istituto Fontamara sulla gestione delle recite natalizie. Nei giorni scorsi, infatti, la preside Maria Cristina Bonaldi, che dirige le scuole per l’infanzia, primarie e secondarie di Pescina, Lecce nei Marsi, Ortucchio, Gioia dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Aielli, Collarmele e Cerchio, in vista dei tradizionali appuntamenti natalizi, ha deciso di siglare una circolare – la numero 126 del 2023 – con la quale ha ricordato a tutti come bisognava comportarsi. In primis è stato stabilito che questo tipo di eventi, – da sempre momento di condivisione di tutte le comunità – dovevano avere una caratterizzazione «intima». Sì quindi alla partecipazione di familiari e amici, compresi nonni e zii, no invece all’istituzionalizzazione degli appuntamenti. In pratica la dirigente scolastica ha annunciato a sindaci, assessori e consiglieri comunali dei vari paesi dove si trovano le scuole da lei presiedute che la loro partecipazione non doveva essere ufficiale. I sindaci dei territori interessati hanno annunciato una presa di posizione unitaria. Le recite, quindi, non devono «caratterizzarsi sul piano politico-istituzionale; per intenderci non devono essere previsti posti riservati o interventi di saluto istituzionale che nulla c'entrano con lo spirito che deve essere dato dalla scuola agli eventi. Tutti coloro che parteciperanno lo faranno in omaggio al lavoro degli alunni, indipendentemente dal ruolo che ricoprono nella società civile e rispettosi dell'organizzazione che la scuola si è voluta dare». La diffusione della circolare ha fatto discutere a Pescina, Lecce nei Marsi, Ortucchio, Gioia dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Aielli, Collarmele e Cerchio dove gli amministratori comunali si sono detti pronti a chiedere spiegazioni in merito.
Già in occasione del 4 novembre, giornata dell’unità nazionale e delle forze armate in cui si organizzano cerimonie nelle quali vengono sempre coinvolte le scolaresche, la dirigente scolastica aveva suggerito di far partecipare gli alunni esclusivamente ai riti civili ma non alle celebrazioni eucaristiche in ricordo dei caduti perché la scuola era di matrice laica. Anche in quell’occasione ci furono rimostranze da parte degli amministratori e in particolare dell’ex sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D'Orazio, che criticò pesantemente le parole della preside.
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