LIETO FINE

Recuperato tutto l’incasso della rapina con il coltello

22 Agosto 2026

Sassa, uno dei due 19enni ha indicato ai carabinieri dove aveva nascosto i soldi. Il bottino è nelle mani degli inquirenti in attesa che venga restituito al titolare

L’AQUILA

Uno zaino abbandonato nella boscaglia nei pressi della stazione di Sassa. All’interno, una somma di circa 2.400 euro che, aggiunta alle poche decine di euro rinvenute nelle tasche di uno degli arrestati, coincide perfettamente con l’ammanco denunciato da Valerio Scarsella, titolare di Goldbet, l’agenzia di scommesse all’interno della galleria commerciale Longara di Sassa, teatro della rapina messa a segno due settimane fa da due 19enni tunisini, ora rinchiusi in carcere.

IL BOTTINO
Sarebbe stato proprio Mohamed Ayadi – colui che ha materialmente puntato il coltello al collo del dipendente – a indicare ai carabinieri il punto esatto in cui aveva occultato il bottino prima di essere intercettato nel giro di un’ora dai militari della Sezione operativa della Compagnia dell’Aquila in collaborazione con quelli della stazione di Sassa. Bottino prontamente recuperato dai carabinieri, che lo hanno così messo a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa che possa essere riconsegnato al legittimo proprietario.

LA VICENDA
«Non ti faccio niente, però questa cosa la dobbiamo proprio fare. Chiedi scusa a Valerio». Queste le parole che si era sentito rivolgere il dipendente di Goldbet, S.B., da uno dei clienti, fino a pochi minuti prima impegnato con un coetaneo nell’adiacente sala slot. Poi la sala principale che si svuota, e l’occasione che fa l’uomo ladro. Anzi rapinatore. Uno dei due si affretta infatti a raggiungere l’uscita, dove, a detta dello stesso dipendente, avrebbe chiuso la porta del locale così da evitare che qualcuno potesse intromettersi. L’altro, invece, fa il giro del bancone e punta un coltello alla giugulare di chi credeva di dover vidimare una schedina, e che invece si è ritrovato a consegnare tutto ciò che aveva in cassa. Poi la fuga e la caccia ai due 19enni, col primo fermato a stretto giro e il secondo costituitosi il giorno dopo quando aveva ormai le ore contate. «Avevo bisogno di soldi per onorare un debito. Temevo per l’incolumità dei miei cari», si è poi giustificato Ayadi di fronte al giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia. «Non ne sapevo nulla. Mi è stato detto di aspettare sulla porta, poi ho visto Mohamed uscire di corsa e sono scappato anch’io. Non ho neanche capito cosa fosse successo», ha detto invece Ayoub Kortli, colui che invece avrebbe fatto da palo. I due sono rispettivamente difesi dagli avvocati Luca Grottini e Nadia Mariotti.

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