Regole per il Velino, sì al dialogo

I carabinieri forestali: aperti ai suggerimenti. I sindaci di Magliano e Massa: finora niente di condiviso
MAGLIANO DE’ MARSI. «Sì al dialogo e al confronto sulle regole da adottare nella riserva naturale del Monte Velino». Si apre uno spiraglio dopo la bufera innescata dal documento stilato dal comandante del reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro, Bruno Petriccone, che racchiude le norme per salvaguardare la terza vetta dell’Appennino. Un decalogo che ha innescato una accesa polemica. «È bene chiarire che non si tratta di nuove norme ma di regole che già esistevano, le abbiamo messo insieme», ha precisato Petriccone, «ci siamo resi conti che esistevano ma che la gente non le conosceva. Per questo abbiamo voluto riunirle e informare gli interessati. È chiaro che siamo aperti a tutti i suggerimenti e vogliamo aprire un dialogo nel quale coinvolgeremo le due amministrazioni comunali di Magliano de’ Marsi e Massa d’Albe, con le quali abbiamo avuto modo già di interloquire. L’incontro di giovedì sarà incentrato sul confronto e sulla condivisione con le amministrazioni e le associazioni. Voglio però precisare che il Velino non sarà chiuso, come dice il Cai: se le norme esistono da sempre, adesso è arrivato il momento di capire come applicarle». Giovedì alle 17, nella Riserva orientata di Monte Velino a Magliano, ci sarà un momento di confronto durante il quale si discuteranno queste regole e le eventuali modifiche da apportare. Nel documento diffuso si parla di limitazioni alle escursioni, del divieto alle manifestazioni sportive, nonché all’uso di droni e bici. Le amministrazioni di Magliano e Massa hanno organizzato un appuntamento preliminare per martedì alle 19, al municipio di Magliano. «Non abbiamo condiviso queste regole e siamo pronti a ridiscutere tutto insieme alle associazioni e ai residenti che vivono la montagna, perché noi teniamo al nostro territorio e all'ambiente», ha spiegato il sindaco di Massa, Nazzareno Lucci, «ci sono delle norme, tra quelle elencate nel documento, che danneggiano fortemente le nostre attività e le tante iniziative che vengono organizzate nel territorio. C’è la necessità di aprire un dialogo». Anche il sindaco di Magliano, Mariangela Amiconi, ha confermato che «non è stato condiviso, né sottoscritto, alcun documento. Teniamo alla tutela dell’ambiente e della nostra riserva». Sulla vicenda sono intervenute le associazioni Appennino Ecosistema, Lipu Abruzzo, Altura Abruzzo, Salviamo l’orso, Forum diritti natura, Wwf Abruzzo e Touring club italiano Abruzzo che «apprezzano il tentativo dei carabinieri biodiversità di fare chiarezza sui comportamenti consentiti e su quelli vietati nell’area protetta, sgombrando il campo dagli equivoci e dagli alibi del non lo sapevo, e razionalizzando così la fruizione del territorio, perché questa sia compatibile con la protezione degli habitat naturali».
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