Reperti archeologici in casa: 62enne condannato a tre mesi

4 Giugno 2024

OPI. Era finito sotto processo per ricettazione e detenzione illecita di beni culturali appartenenti allo Stato e ieri ha incassato la condanna a tre mesi di reclusione e al pagamento delle spese...

OPI. Era finito sotto processo per ricettazione e detenzione illecita di beni culturali appartenenti allo Stato e ieri ha incassato la condanna a tre mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Protagonista della vicenda giudiziaria è L.F., 62enne residente ad Opi, che nel 2021 era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro per essere stato trovato in possesso di preziosi reperti archeologici nella sua abitazione.
I militari lo avevano fermato per avergli trovato 120 grammi di cannabis in casa, già divisi in dosi, in barattoli di vetro. Nel corso della perquisizione, all’interno di una scatola, i carabinieri avevano rinvenuto e sequestrato anche altro materiale. Nello specifico il 62enne, conservava in casa una olla di epoca pre-romana, una bacinella in bronzo integra e frammenti di un’anfora parzialmente ricomposti.
I reperti, tutti di natura archeologica e in quanto tali sottoposti al vincolo della Soprintendenza, risalgono al VI secolo a.C. e provengono da scavi clandestini compiuti nella zona di Opi e dell’Alto Sangro, come aveva accertato il Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri dell’Aquila. (a.d.a.)
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