Resa dei conti all’Avis: «Qui niente politica»

AVEZZANO. «Giù le mani dall’Avis, lontana anni luce dai partiti politici». L’accostamento alla Lega, partito scelto dall’ex presidente Simone Di Cicco per «non disperdere il patrimonio di esperienze...
AVEZZANO. «Giù le mani dall’Avis, lontana anni luce dai partiti politici». L’accostamento alla Lega, partito scelto dall’ex presidente Simone Di Cicco per «non disperdere il patrimonio di esperienze maturate nel terzo settore», ha fatto saltare sulla sedia il presidente dell’Avis provinciale e i dirigenti avezzanesi che hanno rassegnato le dimissioni, apripista del rinnovo anticipato della governance associativa. Appuntamento messo in agenda per il 16 marzo.
«L’Avis è distante e distinta dai partiti», afferma il presidente provinciale Antonio Giovanni Iulianella, «non c’entra nulla, né può essere minimamente coinvolta nella scelta di Di Cicco ascrivibile a decisioni di carattere personale. Quell’accostamento è fuorviante e dannoso per l’associazione che opera nel rispetto dello statuto nazionale».
Per essere ancor più chiaro, Iulianella mette avanti l’articolo 2 (scopi sociali) che recita: «L’Avis è un’associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, che non ammette discriminazioni di genere, etnia, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica, che persegue, senza fini di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale».
Stop all’accostamento alla Lega del ministro Matteo Salvini, quindi.
Le affermazioni di Simone Di Cicco hanno fatto “ribollire il sangue” ai dimissionari Domenico Ciminelli, Giovanni Pendenza, Augusto Blasetti, Daniela Ranieri, Ubaldo Innocenzi e Raffaele Di Cosimo, ai quali si è aggiunto Mario Maggi, mentre l’ottavo membro del direttivo, Lorenzo Fracassi, che non si è dimesso, “marca” la distanza dalla scelta dell’ex presidente.
«La proposta di dimissioni», affermano i 7 consiglieri, che ricordano le regole dello statuto associativo, «arriva dopo che, nei mesi scorsi, avevamo chiesto inutilmente a Di Cicco un passo indietro dalla carica di presidente a causa degli insanabili dissapori nella gestione associativa».
Mesi e mesi di tira e molla finiti con le dimissioni di massa che hanno aperto la strada al rinnovo anticipato.
«Se è rimasto praticamente da solo», evidenziano, «ci sarà pure un motivo. Ora, visto che ha scelto un partito, per rispetto dell’associazione, dei soci e dei donatori, invece di attendere la data delle nuove elezioni, si dimetta».
Il terremoto interno all’Avis di Avezzano, che conta un quinto dei soci di tutta la Provincia (oltre mille su cinquemila), comunque, ha fatto rumore in tutta la Marsica. Ora si apre la partita per il rinnovo dei vertici dell’associazione, nella speranza che il 60esimo anniversario – cade il 21 aprile prossimo – sia all’insegna di concordia e pace, elementi fondamentali per tenere alto spirito solidaristico e numero delle donazioni.
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