Residenza sanitaria, il giallo dei lavori

25 Gennaio 2020

La denuncia del sindaco di Montereale: «L’Asl ha sospeso l’assegnazione dell’appalto, siamo pronti a scendere in piazza»

MONTEREALE. Dopo tre anni di attesa, tra burocrazia e altri ritardi, la gara per assegnare i lavori alla residenza sanitaria assistenziale di Montereale si ferma proprio nel giorno della seduta di assegnazione. Il sindaco Massimiliano Giorgi denuncia: «L’iter va completato, altrimenti scenderemo in piazza. I sindaci dell’Alto Aterno sono con me. In ballo il destino di 40 lavoratori, impegnati nell’assistenza di circa 60 pazienti, per l’unica struttura pubblica della provincia che rappresenta un punto di forza del territorio».
L’APPELLO. Il sindaco Giorgi ha espresso, di recente, al presidente della Regione Marco Marsilio, tutte le sue preoccupazioni circa lo stato dell’arte della procedura di gara per ripristinare l’agibilità della struttura chiusa ormai da tre anni. Della questione è stato investito anche il nuovo manager dell’Asl Roberto Testa. L’ultimo atto di una vicenda tormentata risale al 21 gennaio scorso, quando la commissione deputata al vaglio delle offerte aveva convocato una seduta per definire e individuare il vincitore, Ma quella seduta, denuncia il sindaco, è stata sospesa dalla direzione sanitaria «con un ordine di servizio, ma senza addurre alcuna motivazione». Stanco dei ritardi accumulati nel corso degli anni, Giorgi ha dunque chiesto con urgenza un incontro alla Regione. Stessa richiesta era pervenuta dalla Fp-Cgil il 5 dicembre.
LA MOBILITAZIONE. «I cittadini di Montereale», aggiunge Giorgi, «hanno in animo di organizzare una manifestazione di contestazione nella sede della Regione. In mancanza di un’immediata convocazione mi vedrò costretto a invitare tutti i sindaci del comprensorio a partecipare».
LA STORIA. Dopo i terremoti del 2016 e 2017, la Rsa fu dichiarata inagibile e dunque sgomberata. Con decreto dell’allora vicecommissario del governo per la ricostruzione, Luciano D’Alfonso, l’Asl fu dichiarata soggetto attuatore per eseguire i lavori necessari per la riapertura. Fu individuata anche la copertura finanziaria. Affidati i relativi incarichi, fu redatto e poi approvato il progetto. Tuttavia, pur potendosi avvalere, all’epoca, delle deroghe alla normativa sui lavori pubblici in forza del decreto del 20 marzo 2017, fu bandita una gara d’appalto con procedura negoziata alla quale sono state definitivamente ammesse a partecipare numerose imprese. Ora quella gara si è bloccata sul più bello.
LO STOP. «La gara d’appalto», aggiunge il sindaco Giorgi, «pur con rallentamenti dovuti a ricorsi amministrativi, è ormai giunta all’atto finale. Dopo l’ammissione delle imprese e la valutazione delle proposte tecniche e dei tempi di esecuzione, manca soltanto l’ultima seduta della commissione giudicatrice nella quale procedere all’apertura delle buste contenenti le offerte economiche con la percentuale di ribasso offerto e stilare la graduatoria dei partecipanti, documento questo necessario per l’aggiudicazione dei lavori. Sembrerebbe, però, che ci siano ripensamenti con – addirittura – l’ipotesi di annullare in autotutela tutto il percorso amministrativo già legittimamente effettuato, mediante tutte le approvazioni normativamente previste, in oltre due anni di lavoro. Ai continui rinvii si è aggiunto quello incomprensibile del 21 gennaio scorso, in cui era prevista la definizione da parte della commissione giudicatrice della procedura di gara con l’individuazione dell’impresa cui assegnare i lavori. Risulta infatti che, a convocazioni effettuate e con le imprese già presenti nel seggio di gara, sia pervenuto alla Direzione sanitaria un ordine di servizio che intimava la sospensione delle operazioni di conclusione della gara. Tutto ciò senza alcuna motivazione giustificatrice. Al di là della legittimità di una tale ipotesi, il cui presupposto non potrebbe essere altro che l’evidenziazione di una qualche illegittimità o illiceità delle procedure finora poste in essere, ciò comporterebbe sicuri danni sia all’Asl sia al Comune e alle popolazioni e ai lavoratori».
RICHIESTA DI DANNI. L’amministratore locale paventa il rischio di una richiesta di risarcimento danni da parte delle ditte ammesse alla gara. Ulteriori costi sarebbero rappresentati, inoltre, dal rischio di un’eventuale ripetizione delle procedure, e degli incarichi connessi alla progettazione, oltre alle spese di affitto per mantenere la Rsa nei locali dell’ex Onpi, dove attualmente sono ospitati pazienti bisognosi di assistenza. Aspetto, questo, che potrebbe configurare anche profili di possibile danno di natura erariale. Per tutti questi motivi, il sindaco Giorgi chiede l’immediato sblocco della situazione di stallo, non escludendo clamorose iniziative di protesta.
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