Residenza sanitaria, il Pd chiede chiarezza

Interpellanza di Paolucci alla Regione per sbloccare l’iter dei lavori. Palumbo e Pietrucci: «L’attività deve ripartire»
L’AQUILA. Un’interpellanza depositata in Regione dal capogruppo del Partito Democratico Silvio Paolucci per tenere alta l’attenzione sul caso della Rsa di Montereale, il cui piano di ripristino post-terremoto è fermo al palo. Paolucci chiede al presidente Marco Marsilio quali azioni si intendano adottare «per accelerare la conclusione della procedura di gara, con lo scopo di avviare, nel minor tempo possibile, la cantierizzazione dell’opera per trasferire i servizi attualmente erogati, in via temporanea, all’ex Onpi dell’Aquila».
ALTRE REAZIONI. «Fa bene il capogruppo del Pd Paolucci ad approfondire la vicenda del ripristino della sede della Rsa di Montereale», affermano Stefano Palumbo, capogruppo Pd in consiglio comunale, e Pierpaolo Pietrucci, in procinto di tornare all’Emiciclo. «Dev’essere spazzata via solo l’ipotesi di impedimenti e rallentamenti del recupero e adeguamento della sede, i lavoratori e la comunità di un territorio, che ancora sconta i disagi dopo le scosse sismiche di tre anni fa, hanno atteso fin troppo». «È indispensabile capire se vi è stato uno stop, così come riportato dalla stampa, da parte dell’Asl alla procedura di gara per gli interventi disposti sulla Rsa», ha scritto Paolucci, «oppure quale sia la ragione dell’attesa. Si tratta di un’opera che ha importanti e sensibili ricadute sulla comunità e sul territorio, sia in termini di utenza, che in termini di indotto e occupazione. Dica quindi la Regione quali azioni ha messo in campo in merito alla vicenda che riguarda la Rsa di Montereale e quali intende adottare per accelerare la conclusione della procedura».
LA STORIA. L’impegno di Palumbo e Pietrucci nel marzo 2017 era stato (allora ricoprivano, rispettivamente, i ruoli di assessore comunale all’Aquila e consigliere regionale) quello di mantenere la continuità della struttura e la salvaguardia dei posti di lavoro attraverso il temporaneo trasferimento nei locali della ex Onpi nel capoluogo e di sostenere la parallela procedura di ripristino della sede originaria, danneggiata dalle scosse sismiche del gennaio 2017. «È un impegno istituzionale che non può essere ostacolato né tantomeno disatteso», proseguono Palumbo e Pietrucci. «Lo richiede il rispetto per i lavoratori della Residenza sanitaria assistenziale e per le comunità che soffrono a causa dei terremoti del 2016 e del 2017, che non possono subire l’ulteriore smacco di essere privati di un presidio sanitario così fondamentale. È un anno, di fatto, che la procedura è ferma. Si parla tanto, e giustamente, della necessità di salvaguardare la vitalità delle aree interne e sostenere i territori colpiti dai terremoti, che sono sempre più prostrati e desertificati: pensiamo tra gli altri a Montereale, a Campotosto, agli altri Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno. Ci auguriamo che dalla narrazione e dai proclami scaturiscano scelte politiche conseguenti, in questo caso quelle assunte da noi già tre anni fa».
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