Restaurata l’antica croce processionale

Pizzoli, la cerimonia di riconsegna si è svolta alla presenza nel nunzio apostolico Antonini
PIZZOLI. Una folla in festa ha accolto, nella chiesa parrocchiale di Pizzoli, l’antica Croce di Santo Stefano, patrono del Comune di Pizzoli, restaurata nel laboratorio della ditta Nicola Restauri di Aramengo (Asti). Il restauro si è reso possibile grazie ad alcuni benefattori che hanno permesso che l’antica Croce tornasse in tutto il suo splendore.
Il nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini ha presieduto la celebrazione eucaristica concelebrata dal parroco, don Claudio Tracanna, all’interno della quale è stata benedetta ed esposta ai fedeli la Croce. Monsignor Antonini durante la cerimonia si è complimentato con la comunità parrocchiale per il recupero del prezioso oggetto.
«Un caro saluto al vostro parroco, il caro don Claudio, un vivo grazie per avermi invitato a presiedere l’Eucarestia in questa suggestiva antica chiesa parrocchiale di Santo Stefano al Monte», ha detto Antinini, «la quale, nella sua coloristica bellezza, che un tempo ammantava tutte le superfici murarie e perfino le coperture lignee, intende riprodurre il mondo divino ed essere per tutti noi il cielo stesso, il paradiso, la Gerusalemme celeste presente in terra. L’occasione specialissima è data dal ritorno in paese della splendida antica croce processionale di Santo Stefano, patrono di Pizzoli, dopo l’accurato benemerito restauro effettuato grazie alla ben nota generosità di vari benefattori pizzolani».
Antonini ha voluto concludere la toccante omelia con un’invocazione al patrono del Comune di Pizzoli, Stefano, primo martire della cristianità: «La croce processionale e Santo Stefano primo martire cristiano: che messaggio attualissimo per noi oggi! Stiamo infatti sperimentando una nuova era di persecuzione. Papa Francesco ha detto che “esistono persecuzioni sanguinarie, come essere sbranati da belve per la gioia del pubblico sugli spalti o saltare in aria per una bomba all’uscita da messa. E persecuzioni in guanti bianchi, ammantate di cultura, quelle che ti confinano in un angolo della società, che arrivano a toglierti il lavoro se non ti adegui a leggi che vanno contro Dio Creatore”. Così i credenti sono ridicolizzati per la loro fede cristiana e i loro princìpi circa la famiglia, la vita, la sessualità, ecc., e tacciati di oscurantismo, bigottismo e intolleranza dalla dittatura dominante del cosiddetto pensiero unico. Santo Stefano, caro nostro Patrono, ti chiediamo che ci liberi, sì, dai mali materiali, dalle malattie, dalle ristrettezze economiche, dalla mancanza di lavoro, dalle paure, dall’indifferenza, dalla corruzione. Ma ti chiediamo anche e soprattutto di ricaricarci dei valori spirituali cristiani».

