Restauri a Palazzo Centi, inchiesta chiusa
Restano indagati per falso tre funzionari regionali, ma per gli altri sospettati s’avvicina l’archiviazione
L’AQUILA. Chiusa dalla Procura, ma il caso si ridimensiona, l’indagine sull’appalto da 13 milioni per la ristrutturazione di Palazzo Centi. Sotto inchiesta restano in tre, mentre si prospetta l’archiviazione per gli altri sospettati.
Ai tre componenti della commissione di gara per l’aggiudicazione dei lavori di ricostruzione post-terremoto 2009, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ingegnere Silverio Salvi, è contestato il falso ideologico per una serie di verbali ritenuti dai pm non veritieri.
Palazzo Centi, sede della giunta regionale all’Aquila, costituiva una commessa sostanziosa il cui appalto è stato caratterizzato da ritardi burocratici e cambi di commissione.
Cadono, dunque, le accuse di turbativa d’asta per gli altri sospettati e il caso giudiziario, dunque, sembra davvero ridotto ai minimi termini.
Si tratta dell’imprenditore Eugenio Rosa, l'ex dirigente del ministero dei Beni Culturali Berardino Di Vincenzo, ora in pensione, il figlio Giancarlo Di Vincenzo, tecnico progettista, gli imprenditori Giancarlo Di Persio e Mauro Pellegrini, titolari della impresa Dipe, l’ex consigliere Pd Claudio Ruffini; i due progettisti Alessandro Pompa e Gianluca Marcantonio.
In questa stessa vicenda era indagato anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ma già alcune settimane fa la Procura aveva chiesto di archiviare. Misantoni, Guetti e Salvi, dunque, tramite i loro legali, Antonio Milo e Antonio Valentini, avranno 20 giorni di tempo per contestare le ipotesi del pm con delle controdeduzioni.
Per quanto riguarda i restauri del palazzo, dunque, entro aprile sarà firmato il contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori di ristrutturazione di quella che fu la sede della presidenza della giunta regionale fino al sisma del 2009.
Il cronoprogramma è stato stilato a Pescara durante una riunione convocata dal presidente Luciano D’Alfonso, cui hanno partecipato – tra gli altri – i rappresentanti dell’azienda che si occuperà dei lavori. L’aggiudicazione dell’appalto alla General Costruzioni di Isernia era avvenuta nel giugno dello scorso anno, ma era stata impugnata al Tar da una delle ditte escluse.
I giudici amministrativi, con sentenza pubblicata il 16 marzo scorso, hanno rigettato il ricorso e la procedura ha ripreso il suo iter. (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

