Restauro dell’ex Dazio: costi più che raddoppiati

L’AQUILA. Ci vorranno più di 300.000 euro (il doppio di quanto preventivato inizialmente) per i lavori di ristrutturazione e recupero dell’ex sede del Dazio (destinata a servizio dell’area camper) a...
L’AQUILA. Ci vorranno più di 300.000 euro (il doppio di quanto preventivato inizialmente) per i lavori di ristrutturazione e recupero dell’ex sede del Dazio (destinata a servizio dell’area camper) a Porta Napoli. È quanto emerge dal progetto di fattibilità tecnico economica approvato dalla giunta comunale. “Grazie alle indagini geologiche”, si legge nella delibera, “si è appurato che il fabbricato manifesta evidenti dissesti causati dal cedimento di fondazione in corrispondenza del versante Sud. Con le indagini diagnostico-strutturali si è osservato che gli elementi caratterizzanti i maschi murari non sono assolutamente idonei a sopportare i carichi statici e sismici. Oltre al consolidamento degli elementi strutturali in elevazione risulta quindi indispensabile intervenire al livello della fondazione per garantire un buon riscontro dal punto di vista geotecnico e recuperare il cedimento di fondazione”. Il costo complessivo che emerge dallo studio di fattibilità è ora di 310.156 euro che trova copertura finanziaria – si legge in delibera – solo per 150.000 euro (delibera Cipe 48 del 2016) mentre per la restante somma di 160.156 euro va reperita “con ulteriori risorse da richiedere al Cipe”. L’ex Dazio dal primo marzo 2018 è stato assoggettato a vincolo storico-artistico. Nello studio di fattibilità si sottolinea che “il fabbricato manifesta evidenti dissesti causati dal cedimento di fondazione in corrispondenza del versante Sud. Tale cedimento ha generato un abbassamento del piano di calpestio, particolarmente evidente anche a occhio nudo. Per quanto riguarda i danni causati dal sisma si osservano lievi lesioni diffuse su qualche pannello murario e una lesione significativa in corrispondenza di una facciata. I problemi più rilevanti riguardano in primis il cedimento di fondazione, in secondo luogo le caratteristiche degli elementi caratterizzanti i maschi murari assolutamente non idonei a sopportare i carichi statici e sismici. È da evidenziare anche che è stata rinvenuta la presenza di un pozzetto utilizzato per lo smaltimento dei reflui dei camper che usufruiscono della zona e che non risulta essere provvisto di una vasca di raccolta. Qualora il pozzetto dia luogo a una dispersione dei reflui direttamente nel terreno non si esclude che anche questo possa essere la causa del generale decadimento delle caratteristiche meccaniche dei terreni in virtù dei continui processi di dilavamento a cui gli stessi potrebbero essere sottoposti. Oltre al consolidamento degli elementi strutturali in elevazione risulta indispensabile intervenire al livello della fondazione per garantire un buon riscontro dal punto di vista geotecnico e recuperare il cedimento di fondazione. L’intervento proposto prevede la realizzazione di una platea in calcestruzzo armato alta 1 metro da realizzare lungo il perimetro esterno dell’edificio e lungo i bordi interni delle murature portanti sulla quale attestare 20 pali trivellati di diametro pari a 60 centimetri e lunghezza pari a 9 metri”. Da qui il raddoppio dei costi e i tempi di recupero che si allungano.

