Rete d’irrigazione, c’è la svolta per il progetto su 6.109 ettari

11 Settembre 2021

Incarico affidato a una società romana: entro quattro mesi dovrà riconsegnare le carte per i lavori Savini (Arap): «Via all’opera già all’inizio del 2022». Ma vanno recuperati fondi usati per il Covid

AVEZZANO. Per gli agricoltori del Fucino che ogni estate devono fare i salti mortali per poter irrigare i campi, l’odissea sembra stia per finire. La tanto sospirata nuova rete irrigua sta per diventare realtà. La commissione di gara, istituita dall'Azienda regionale per le attività produttive (Arap), ha scelto la società ingegneristica alla quale affidare l’incarico di redigere il progetto definitivo ed esecutivo, compreso il coordinamento della sicurezza e la direzione operativa.
SOCIETÀ CONCORRENTI. La commissione era composta da tre docenti universitari di ingegneria: Francesco Napolitano, Attilio Toscano e Armando Brath. Delle otto società che concorrevano è risultata prima la “Prog.in Srl”, di Roma, seguita da “Hydrodata Spa”. Ora si procederà con le verifiche previste dal codice degli appalti e, dopo la sottoscrizione del contratto, il raggruppamento di professionisti che si è aggiudicato la gara avrà 120 giorni per fornire la progettazione esecutiva.
IMPEGNO DELLA REGIONE. «Procediamo a tappe forzate perché venga realizzata un’opera fondamentale per lo sviluppo della Marsica», assicura il vicepresidente della Regione, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, «dopo i rallentamenti dovuti alla pandemia e alla necessità di destinare temporaneamente le risorse del Masterplan a fronteggiarla, si riparte con rinnovato slancio con l’obiettivo di appaltare a breve i lavori».
ARAP MOBILITATA. A sua volta Il presidente dell’Arap Giuseppe Savini evidenza la determinazione dell’azienda a superare gli ostacoli: «È stato un complesso lavoro ingegneristico, al quale si sono dedicati i nostri tecnici e quelli del Consorzio di bonifica Ovest. Ora si andrà avanti speditamente con la fase operativa, per avviare i lavori entro i primi mesi del 2022». Il direttore generale dell'Arap Antonio Morgante ricorda che il progetto originario, redatto dall’Autorità di bacino, prevedeva la realizzazione di una rete di distribuzione in pressione a servizio dell’intera superficie irrigua del Fucino, un bacino di accumulo delle acque di irrigazione (invaso di Amplero), due impianti di pompaggio e una cassa di espansione sul fiume Giovenco, a valle di Pescina, per la difesa idraulica della piana. Il costo dell’opera si aggirava sui 180 milioni di euro.
UN NUOVO PROGETTO. «Somma di cui non disponevamo», rileva Morgante, «così, insieme al Consorzio di bonifica, abbiamo aggiornato il progetto stralcio dell’Autorità di bacino, il quale, con i fondi Fsc-Masterplan stanziati dalla Regione, consentirà di realizzare una rete in pressione a servizio di una superficie di 6.109 ettari, la messa in esercizio della vasca di Venere e la realizzazione di quella di Restina. Al termine dei lavori, considerando le reti già esistenti, si raggiungerà una superficie servita pari al 72 per cento della piana del Fucino, con vantaggi ambientali per la collettività ed economici per i produttori».
FONDI GIÀ SPESI. I fondi stanziati per l’impianto sono stati già spesi per il Covid. Come riaverli? «L’accordo con l’allora ministro Provenzano prevede l’impegno a ristornarli. Da indiscrezioni, abbiamo appreso che la delibera di assegnazione da parte del Cipe avverrà in una delle prossime riunioni».
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