Rianza da intubare, stop dalla Regione

24 Maggio 2018

Prima vittoria di ambientalisti e Comuni che si oppongono alla centrale: vanno valutati eventuali danni all’ecosistema

CAPISTRELLO. Primo stop in Regione al progetto per l’intubazione del torrente Rianza di Pescocanale, frazione di Capistrello. Amministrazioni comunali, associazioni e cittadini hanno presentato le loro osservazioni al progetto di Abruzzo Energie Rinnovabili srl che prevede di intubare un chilometro di corso d’acqua. L'intento della società è quello di costruire una centrale in grado di produrre 200 kilowatt. Un progetto che a detta degli ambientalisti è incompatibile con il parco naturale che è stato realizzato in prossimità del torrente e con gli obiettivi che si sono poste le numerose associazioni che operano nel territorio. Augusto De Sanctis del Forum H20, il sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, i rappresentanti di numerose associazioni e una delegazione di cittadini hanno espresso il secco «no» al progetto davanti al Via e ai tecnici della Regione che dovevano dare il via libera alla realizzazione della centrale.
«È necessario approfondire in sede di Via gli impatti a scala locale, in particolare sull’ecosistema acquatico, dovuti alla costruzione e alla presenza di infrastrutture finalizzate sia alla produzione sia all’alterazione idrologica del tratto», hanno spiegato i tecnici della Regione nella valutazione arrivata dopo le audizioni, «inoltre considerato che il fosso di Rianza appartiene ai corpi idrici naturali non classificati, lo studio di impatto ambientale dovrà essere supportato da un monitoraggio ex ante delle portate del corso d’acqua per un periodo congruo a dimostrare l’effettiva capacità di captazione a scopo idroelettrico e nel rispetto del deflusso minimo vitale tenuto anche conto dei provvedimenti adottati dal Ministero dell’autorità di bacino distrettuale».
In sostanza i tecnici del Via, anche alla luce delle rimostranze delle associazioni, hanno deciso di valutare se il tratto d’acqua ha una portata in grado di alimentare la centrale e se l’impianto possa provocare dei disastri all’ecosistema. Solo dopo questo studio i tecnici potranno esprimere un parere sull’eventuale realizzazione dell’opera.
Il Comitato e tutti gli oppositori al progetto di Abruzzo Energie Rinnovabili, quindi, incassano il primo successo e si preparano a produrre nuovi documenti per poter dimostrare che il torrente di Rianza «deve avere una vocazione esclusivamente naturalistica».
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