Riaperta al culto la piccola chiesa di San Celestino V

2 Febbraio 2020

Il tradizionale luogo sacro tra Paganica e Pescomaggiore L’altare è stato benedetto dal cardinale Giuseppe Petrocchi

L’AQUILA. Con la benedizione dell'altare da parte dell'arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi, è stata riaperta ieri mattina al culto la chiesetta di San Pietro Celestino V che si trova sulla strada Paganica-Pescomaggiore. Tanti i fedeli che hanno partecipato al rito. Il Comune dell'Aquila è stato rappresentato dal vicesindaco Raffaele Daniele (c'era anche l’assessori, originario di Paganica, Fausta Bergamotto). Presenti il parlamentare Gaetano Quagliariello e molti rappresentanti delle forze dell'ordine. L'evento è stato curato dalla parrocchia di Paganica, in collaborazione con l'associazione La Fenice. L'arcivescovo è in questi giorni a Paganica per la visita pastorale. Alcune voci lo volevano ieri mattina a Roma dal Papa per ricevere un importante incarico, ma la sua presenza nella frazione aquilana ha per ora allontanato l'ipotesi di un trasferimento – almeno in tempi brevi – in Vaticano. Nel corso dell'omelia il cardinale, prendendo spunto dal Vangelo, ha parlato della differenza tra paura e timore. «La paura», ha detto, «è un sentimento egocentrico, istintivo e irrazionale, il timore è invece la consapevolezza che con l'aiuto di Gesù ce la possiamo fare a superare le tempeste della vita. Noi vescovi», ha sottolineato con un leggero sorriso «ogni giorno dobbiamo affrontare più di una tempesta. Oggi noi siamo nella chiesa dedicata a San Pietro Celestino V, anche lui affrontò le tempeste ma lo fece sempre con l'aiuto di Dio». Petrocchi al termine è stato ringraziato da Giovacchino D'Annibale a nome della comunità locale. Prima della Messa e della benedizione dell'altare, nel centro parrocchiale San Giustino c'è stato un incontro durante il quale Raffaele Alloggia, cultore di storia locale, ha ripercorso le vicende del piccolo tempio.
«Le mie ricerche d’archivio sulla chiesetta», ha detto Alloggia, «iniziarono nei primi giorni di gennaio 2009. L'interesse nacque nell’agosto 2008, quando la comunità parrocchiale paganichese, come negli anni precedenti, si era recata in pellegrinaggio all’eremo di San Franco sui monti del Gran Sasso. Così in un baleno mi ricordai che quando ero ragazzo qualcosa di simile si faceva anche a Paganica, il 29 giugno di ogni anno, nella chiesetta di San Pietro. E da lì è partito tutto». Alloggia ha ricordato che nel 1294 Papa Celestino V intervenne per sanare i contrasti fra Paganica e Bazzano e convinse il Re Carlo II d'Angiò “a far rientrare in città i paganichesi dopo un anno d'esilio”. Questo fatto storico all’epoca fu definito Perdonanza laica”. Nel piccolo tempio ci sono un affresco e due dipinti e anche una serie di “scritte” che raccontano piccole storie locali. I lavori sono stati curati da Soprintendenza e Usi civici.
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