Riaperta dopo 10 anni l’abbazia di Santa Lucia

A Rocca di Cambio taglio del nastro con tanta gente, gli alpini e monsignor Antonini I restauri del luogo di culto, inagibile per il sisma, costati quasi un milione e mezzo
ROCCA DI CAMBIO. Il nastro è stato appena tagliato. Monsignor Orlando Antonini entra per primo, seguito dalle autorità. E dietro, in silenzio, gli abitanti, col naso all’insù. Le mura in pietra dell’abbazia di Santa Lucia di Rocca di Cambio risplendono al sole. Il ciclo di affreschi all’interno quasi non sembra portare i segni del terremoto. Si notano solo alcune lacune. Il coro della parrocchia canta un inno dedicato a Santa Lucia, inizia la messa.
Un minuto prima, al taglio del nastro insieme ai sindaci del comprensorio, gli alpini e le rappresentanze ufficiali, il primo cittadino di Rocca di Cambio, Gennarino Di Stefano, aveva raccontato le peripezie per restaurare l’abbazia che, dopo il sisma del 2009, era stata inserita tra i 50 monumenti da salvare con priorità assoluta. E poi, per uno scherzo della burocrazia, sparita da quell’elenco insieme ai relativi finanziamenti. Antonio Pace, il sindaco ai tempi del sisma, ricorda di quando arrivarono dall’Aquila per dirgli che secondo loro la chiesa non aveva neanche bisogno di essere messa in sicurezza. Dopo qualche pugno sbattuto sul tavolo la burocrazia aveva dovuto riconoscere l’ovvio, che la straordinaria chiesa ai margini dell’Altopiano delle Rocche i danni li aveva, e anche ingenti. «Crolli nelle murature con conseguente caduta di porzioni dei preziosi affreschi del monumento, risalente probabilmente al XII secolo», dice la nota tecnica del monumento citato con precisione nel 1313 nell’inventario delle chiese del territorio aquilano. Accostata spesso alle chiese di Fossa e di Bominaco proprio per i cicli di affreschi che le caratterizzano, Santa Lucia è stata interessata, dopo la messa in sicurezza, da lavori di consolidamento e reintegrazione di ampie porzioni delle murature; dal riposizionamento di materiale lapideo del portale e degli imbotti; dalla revisione e rifacimento delle coperture e dal restauro della facciata, con rifacimento e adeguamento degli impianti elettrici, esterni ed interni.
L’intervento di consolidamento e restauro è stato a cura del Mibac Abruzzo ed è costato 1.400.000 euro. Responsabile unico Paolo Mascilli Migliorini, direttore dei lavori Marcello Marchetti, responsabile restauro apparati decorativi Anna Colangelo, Soprintendenza Abap Abruzzo. «Il restauro degli apparati decorativi è stato complesso», spiega la scheda tecnica, «dopo la mappatura dei danni, anche con termografie, gli affreschi sono stati sottoposti a velinature e i frammenti delle parti cadute sono stati raccolti e catalogati per essere poi ricollocati».
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