Ricatti a Pezzopane e Chiodi, processo nel 2018

29 Novembre 2017

L’AQUILA. Un altro processo che, probabilmente, si prescriverà prima di approdare in Cassazione, è quello riguardante presunte tentate estorsioni alla senatrice Stefania Pezzopane e all’ex presidente...

L’AQUILA. Un altro processo che, probabilmente, si prescriverà prima di approdare in Cassazione, è quello riguardante presunte tentate estorsioni alla senatrice Stefania Pezzopane e all’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi. Ieri, nel corso di una breve udienza è stata ascoltata una testimone (era presente solo lei) e poi il caso è stato rinviato all’8 maggio 2018. Gli accusati avrebbero chiesto 35mila euro a Chiodi per bloccare la realizzazione di un film sulla sua presunta relazione con una consigliera “di parità”, vicenda emersa in un’inchiesta, film la cui uscita era annunciata nel periodo di campagna elettorale del 2014. L'altra tentata estorsione era ai danni della Pezzopane: sarebbe stata ricattata per una foto che la ritraeva in una vasca idromassaggio con il fidanzato, Simone Coccia Colaiuta, e un ex narcotrafficante, immagine ritenuta compromettente, ma poi diffusa dai media. Gli imputati respingono le accuse. Si tratta di Gianfranco Marrocchi, 61enne di Lucoli, Giovanni Volpe (60) di Battipaglia (Salerno), Raimondo Onesta (41) di Corfinio e Marco Minnucci (30) di Porto San Giorgio (Fermo). Marrocchi è imputato per entrambi i filoni dell'inchiesta, Volpe e Onesta solo per quello di Chiodi, Minnucci solo per quello della Pezzopane.
Ieri, infine, il gup ha rinviato a giudizio tre persone accusate, in concorso, di indebita percezione di fondi. Si tratta di Marianna Pupi, di 79 anni, Enrico Pupi (74) e Gianfranco Totani. Ci sarebbe stata una falsa attestazione, nella richiesta di riparazione di un immobile a Roio, per la quale sarebbe stato percepito illecitamente un contributo. Parte civile l’avvocato Maria Teresa di Rocco.
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