Ricerca, una lettera a Mattarella

11 Marzo 2016

I dipendenti della Intecs: «A noi è stato negato ogni sostegno»

L’AQUILA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sollecitato il sostegno alla ricerca, con investimenti sia pubblici che privati. E proprio al capo dello Stato hanno scritto, lo scorso novembre, i 120 ricercatori aquilani dell’Intecs, in occasione della sua visita istituzionale in città. Sulle loro teste pesa il taglio di 90 unità, entro i prossimi due anni, annunciato dall’azienda che ha rilevato il laboratorio di ricerca e sviluppo dell’ex Technolabs e che ora si trova stretta in una crisi senza vie d’uscita. Le parole recentemente pronunciate da Mattarella rappresenterebbero invece un’àncora di salvezza, per il sito del polo elettronico: «È necessario uno sforzo congiunto di aziende e istituzioni», ha affermato il presidente della Repubblica, «per rilanciare la competitività e un modello di sviluppo basato sulle conoscenze e l’alta qualità, con importanti investimenti nel capitale materiale, ma anche in quello immateriale, delle competenze e della capacità, e in quello sociale». Da sempre sostenitori dell’ importanza della ricerca e dell’innovazione, quale volano per il rilancio socio-economico del nostro Paese, i 120 ricercatori aquilani, tra ingegneri, informatici, fisici e matematici con una lunga esperienza nel settore delle telecomunicazioni, evidenziano quindi «quanto la vicenda del laboratorio di ricerca e sviluppo di Intecs-L’Aquila sia in contrasto con la linea dettata dalla più alta carica dello Stato». Nella lettera inviata a Mattarella, nella quale chiedevano un’udienza, i lavoratori avevano sottolineato anche il fatto «che i nostri ragazzi, già fortemente penalizzati a causa dell’evento sismico e delle sue evidenti conseguenze sul piano sociale, dovranno fare i conti anche con le ridotte possibilità dovute all’incertezza economica delle loro famiglie».

Romana Scopano

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