Ricettazione di gasolio: assolti in 5

5 Maggio 2019

Sentenza ribaltata in Appello. La difesa: «Acquisti in buona fede a prezzi congrui»

AVEZZANO. Sono stati assolti in secondo grado dall’accusa di ricettazione di gasolio. Si tratta di cinque imprenditori marsicani, Alberico Dario, Walter Di Berardino, Rossana Orlandi, Augusto Di Rocco e Lucia Stirpe. In primo grado erano stati condannati alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione.
La Corte d’Appello dell’Aquila, presieduta dal giudice Alfonso Grimaldi (relatrice Raffaella Gammarota, a latere Mariangela Fuina), ha riformato la sentenza del tribunale di Avezzano, emessa a ottobre del 2017, e ha assolto gli imputati. I fatti risalgono al periodo tra il 2005 e per il primo anno è scattata la prescrizione. Il giudice di Avezzano li aveva condannati anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili, Trenitalia, Poste Italiane ed Enel. La vicenda nasceva da una complessa operazione condotta dalla Guardia di finanza di Siena a seguito di una segnalazione ricevuta dal direttore dell’ufficio postale di Siena, che aveva consentito di far emergere un presunto traffico di carburante illecito gestito dalla Petrol Pa. 88 Srl di Avezzano che all’epoca dei fatti avrebbe sottratto del carburante dai vari Enti per rivenderlo a nero a svariate ditte locali.
Secondo l’accusa, il gasolio sarebbe stato venduto a terzi, identificati dagli investigatori mediante l’analisi di agende rinvenute tra i documenti extracontabili occultati, in cui erano annotate forniture, importi e beneficiari. Dalla documentazione rinvenuta, sempre secondo la tesi accusatoria, c’era la prova dei pagamenti in nero. Secondo il collegio difensivo, gli avvocati Romina Cicerone, Giuseppe Viggiani, Sonia Fracassi, Cristian Carpineta e Roberto Verdecchia, c’erano le prove concrete e tangibili degli acquisti effettuati in perfetta buona fede a un prezzo più che congruo sul mercato, con il relativo pagamento delle forme e modi consoni. La Corte d’appello ha accolto tale tesi e ha assolto tutti perché il fatto non sussiste. (p.g.)
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