Riconteggio delle schede Oggi la decisione del Tar
C’è attesa per la sentenza che potrebbe rimandare la città alle urne per il Comune Il pronunciamento potrebbe anche slittare a domani. In ballo undici seggi elettorali
L’AQUILA. Sono ore di attesa per la sentenza del Tar sull’anatra zoppa. La decisione del Tribunale amministrativo è attesa oggi nel tardo pomeriggio o, al più domani. Dipende a che ora inizierà la discussione dinanzi al collegio giudicante, la quale, comunque, non dovrebbe protrarsi troppo a lungo, visto che gli avvocati hanno già ampiamente esposto, sia nelle precedenti udienze che nelle memorie scritte, le ragioni delle rispettive parti. Per i gli autori del ricorso parlerà sicuramente l’avvocato Claudio Verini, probabilmente il professor Alfonso Celotto, aggiuntosi al collegio difensivo dei ricorrenti qualche settimana fa, e forse anche Maurizio Capri. Per il centrodestra, invece, dovrebbero intervenire i legali Raffaele Daniele, Roberto Colagrande e Livio Proietti, mentre in difesa del comune dell’Aquila ci sarà l’avvocato Domenico de Nardis. Il ricorso – formalmente presentato contro il Comune e contro i consiglieri eletti che, nel caso d’accoglimento, perderebbero il seggio – chiedeva il riconteggio delle schede in 11 seggi elettorali per valutare eventuali “incongruenze e imprecisioni” che sarebbero potute emergere dai verbali elettorali; la richiesta è stata accolta dal Tribunale amministrativo che, alla fine di novembre, ha affidato la verifica alla Prefettura dell’Aquila. A questa vicenda, però, se n’è aggiunta un’altra, la querela di falso presentata dagli avvocati del centrodestra Roberto Colagrande e Livio Proietti su incarico degli assessori Carla Mannetti e Luigi D’Eramo in relazione all’errore materiale di trascrizione nel verbale delle operazioni elettorali del seggio 41, non oggetto del ricorso. Nel verbale vennero trascritti 10 voti ai candidati a sindaco e 386 alle diverse liste, e così nel prospetto riassuntivo allegato al verbale dell’Ufficio centrale elettorale. Un fatto impossibile, perché la legge elettorale in vigore stabilisce che a ogni voto dato ad una lista, laddove non sia indicata anche la preferenza ad uno dei candidati a sindaco, va conteggiato come preferenza al candidato collegato alla lista stessa. I dati provvisori della sezione – e così i risultati pubblicati sul sito del ministero dell'Interno – sono diversi, e riportano 411 voti ai candidati a sindaco e 386 alle liste. Per un errore, nel passaggio dai dati provvisori a quelli definitivi della sezione 41 sono sparite 401 preferenze ai candidati stanti, invece, i voti alle liste. Dunque, risulterebbe falsato il dato relativo ai voti dei singoli candidati a sindaco e, di conseguenza, il dato globale dei voti validi che non sarebbero 39mila 039, bensì 39mila 457.
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