Riconteggio delle schede Oggi la decisione del Tar

25 Luglio 2018

C’è attesa per la sentenza che potrebbe rimandare la città alle urne per il Comune Il pronunciamento potrebbe anche slittare a domani. In ballo undici seggi elettorali

L’AQUILA. Sono ore di attesa per la sentenza del Tar sull’anatra zoppa. La decisione del Tribunale amministrativo è attesa oggi nel tardo pomeriggio o, al più domani. Dipende a che ora inizierà la discussione dinanzi al collegio giudicante, la quale, comunque, non dovrebbe protrarsi troppo a lungo, visto che gli avvocati hanno già ampiamente esposto, sia nelle precedenti udienze che nelle memorie scritte, le ragioni delle rispettive parti. Per i gli autori del ricorso parlerà sicuramente l’avvocato Claudio Verini, probabilmente il professor Alfonso Celotto, aggiuntosi al collegio difensivo dei ricorrenti qualche settimana fa, e forse anche Maurizio Capri. Per il centrodestra, invece, dovrebbero intervenire i legali Raffaele Daniele, Roberto Colagrande e Livio Proietti, mentre in difesa del comune dell’Aquila ci sarà l’avvocato Domenico de Nardis. Il ricorso – formalmente presentato contro il Comune e contro i consiglieri eletti che, nel caso d’accoglimento, perderebbero il seggio – chiedeva il riconteggio delle schede in 11 seggi elettorali per valutare eventuali “incongruenze e imprecisioni” che sarebbero potute emergere dai verbali elettorali; la richiesta è stata accolta dal Tribunale amministrativo che, alla fine di novembre, ha affidato la verifica alla Prefettura dell’Aquila. A questa vicenda, però, se n’è aggiunta un’altra, la querela di falso presentata dagli avvocati del centrodestra Roberto Colagrande e Livio Proietti su incarico degli assessori Carla Mannetti e Luigi D’Eramo in relazione all’errore materiale di trascrizione nel verbale delle operazioni elettorali del seggio 41, non oggetto del ricorso. Nel verbale vennero trascritti 10 voti ai candidati a sindaco e 386 alle diverse liste, e così nel prospetto riassuntivo allegato al verbale dell’Ufficio centrale elettorale. Un fatto impossibile, perché la legge elettorale in vigore stabilisce che a ogni voto dato ad una lista, laddove non sia indicata anche la preferenza ad uno dei candidati a sindaco, va conteggiato come preferenza al candidato collegato alla lista stessa. I dati provvisori della sezione – e così i risultati pubblicati sul sito del ministero dell'Interno – sono diversi, e riportano 411 voti ai candidati a sindaco e 386 alle liste. Per un errore, nel passaggio dai dati provvisori a quelli definitivi della sezione 41 sono sparite 401 preferenze ai candidati stanti, invece, i voti alle liste. Dunque, risulterebbe falsato il dato relativo ai voti dei singoli candidati a sindaco e, di conseguenza, il dato globale dei voti validi che non sarebbero 39mila 039, bensì 39mila 457.
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