Ricordi d’amore, rose e palloncini per l’addio a Teodora e Ludovico

6 Febbraio 2021

Roccacasale si ferma in segno di lutto. Il vescovo Fusco: «Condanniamo quest’atto violento e crudele» Il sindaco Pace era un suo compagno di scuola: «Il tuo sorriso rimarrà per sempre in questi luoghi»  

ROCCACASALE. «Oggi celebriamo l’amore. Nessuno ricorda chi uccide, ma tutti ricordano l’amore. Che nessuno tocchi più una donna né con uno schiaffo né con un complimento pesante. Perché tutti siamo Teodora, tutti siamo Ludovico. Non dimenticheremo mai quella ragazza solare che ha sempre sorriso alla vita. La lettura ci ha insegnato che possiamo restare schiacciati, ma nessuna cosa vincerà sull’amore. E Teodora ci ha creduto fino alla fine». È forse racchiuso nelle parole del parroco del paese, don Vincenzo Paura, il senso di una giornata che ha visto due comunità, quella di Roccacasale in Abruzzo e quella di Carmagnola in Piemonte – dove è avvenuta la tragedia – urlare con forza «no alla violenza sulle donne e sui più deboli». Mentre a Roccacasale veniva celebrato l’ultimo atto di una tragedia che ha sconvolto l’Italia, a Carmagnola tutte le famiglie e gli amici che avevano avuto modo di conoscere e apprezzare le qualità e la voglia di vivere di Teodora Casasanta e del suo piccolo Ludovico, si sono raccolti sotto la casa dove sono stati uccisi dall’uomo che doveva difenderli, facendo volare in cielo centinaia di palloncini bianchi e rossi. Gli stessi palloncini lanciati in aria a Roccasale.
Due comunità unite anche dalla presenza, ieri in Abruzzo, di un consigliere comunale della cittadina piemontese, rimasto in fascia tricolore al fianco del sindaco di Roccacasale, Enrico Pace, per tutta la durata della cerimonia. Un paese tinto di bianco e di rosso, colori che hanno trasformato una giornata di dolore e di lacrime in un inno all’amore e alle donne. Il rintocco delle campane della chiesa di San Michele Arcangelo ha annunciato l’inizio della santa messa concelebrata dal vescovo di Sulmona, Michele Fusco, e da don Vincenzo. Nella sua omelia il vescovo, dopo aver condannato l’atto di violenza, ha invitato tutti a credere nell’amore.
LA CONDANNA. «Rimaniamo storditi e senza parole e condanniamo duramente questo atto violento e crudele che non si è fermato neppure di fronte a persone innocenti e indifese, che non ha avuto rispetto per coloro che gli donavano affetto e amore, che non ha tenuto in nessun conto la sacralità della vita, del suo stesso sangue», le parole del vescovo Fusco, «è questo il tempo della condivisione del dolore, è questo il tempo della fraternità, il tempo per riscoprire quei legami che contano veramente, per rompere quella spirale di violenza e di odio. Di fronte a tali eventi avvertiamo che siamo fatti per stringerci l’uno con l’altro e per essere insieme famiglia. Questo è il tempo per imparare che solo l’amore porta alla felicità, l’odio ci apre alla tristezza, solo relazioni di amicizia e di amore donano rispetto per l’altro e garanzia di futuro».
IL SINDACO PACE. Alla fine del rito funebre, prima le parole del parroco don Vincenzo, che ha descritto Teodora come «una ragazza solare, che amava la vita, impegnata nel coro parrocchiale, amica di tutti e della vita»; poi le parole del sindaco Pace, il quale con la voce rotta dalla commozione ha ricordato i momenti di gioventù e la sua amicizia con Teodora, sua compagna di scuola. I luoghi che lei amava frequentare e l’amicizia con Valentina, sua amica del cuore, un paese, Roccacasale «che per te è stato luogo di formazione e di svago. Il tuo sorriso rimarrà per sempre in quei luoghi a te tanto cari, e nelle menti di quelle persone che, come me, hanno avuto il piacere di incontrarti nel cammino della vita. Da sindaco dico che con te e Ludovico la società, le istituzioni hanno fallito. La sola cosa che possiamo fare, e che dobbiamo a te e Ludovico, è impegnarci affinché tali tragedie non possano più ripetersi, alimentando la fiamma della battaglia contro la violenza contro ogni sua forma. Una battaglia che può essere vinta rimettendo al centro della cultura e della dimensione sociale dei nostri Comuni la formazione contro gli stereotipi, contro l’uso del linguaggio comune e la riscoperta dei valori di rispetto».
I FAMILIARI. Commovente la testimonianza della cugina Federica. «Le cose belle capitano a chi crede, le cose ancor più belle capitano a chi è paziente, ma le cose migliori vanno a chi non s’arrende», aveva scritto Teodora in un bracciale che le aveva regalato in occasione della laurea. «Noi non ci arrenderemo, perché è arrivato il momento di allacciarsi le scarpe, stringerle e correre verso il ricordo di Teodora e Ludovico, anime pure e innocenti forti e gentili ma immortali». Il fratello di Teodora, Vittorio, che ha partecipato alle esequie restando sempre al fianco della madre Alfonsina, ha ringraziato la piccola comunità di Roccacasale e tutti quanti hanno dato loro solidarietà e sostegno in questi giorni di dolore e di costernazione. Poi l’inizio dell’ultimo viaggio con un tappeto di rose rosse ad accompagnare il mesto corteo funebre. Una breve sosta davanti alla “panchina rossa” e il volo dei palloncini verso il cielo, insieme al racconto di una storia che sarà difficile dimenticare.
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