Ricordo dell’arcivescovo Costantino Stella

A 50 anni dalla morte lo celebra Pieve di Soligo, sua città natale. Sarà presente il cardinale Petrocchi
L’AQUILA. Domenica prossima a Pieve di Soligo (comune di 11.000 abitanti in provincia di Treviso, in Veneto) sarà ricordato l’arcivescovo Costantino Stella (1900- 1973) che per ventitré anni, dal 1950 al 1973, è stato arcivescovo (e nell’ultimo anno anche metropolita) dell’Aquila. Lasciò l'incarico, già malato, pochi mesi prima della morte. Alle cerimonie saranno presenti il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila e il cardinale Beniamino Stella.
Costantino Stella, nato a Pieve di Soligo il 2 dicembre 1900, dopo il ginnasio-liceo nel Seminario diocesano e la laurea nell’Ateneo Pontificio Lateranense a Roma, venne ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano dedicandosi all’insegnamento e diventando vicerettore prima e poi rettore del seminario di Vittorio Veneto dal 1932 al 1943. Fu membro del Capitolo della Cattedrale nel 1939. Il 24 agosto 1942 venne nominato da Papa Pio XII Vescovo ausiliare di Vittorio Veneto, ricevendo la consacrazione episcopale nella Cattedrale di Ceneda il 28 ottobre 1942 per le mani del cardinale Adeodato Piazza, Patriarca di Venezia. Il 18 gennaio 1945 fu nominato Vescovo di Nocera Umbra-Gualdo Tadino e il 5 luglio 1950 promosso Arcivescovo dell’Aquila. Partecipò a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II. Venne insignito del titolo di Arcivescovo metropolita da Papa Paolo VI il 15 agosto 1972. Il 2 giugno 1973 venne accolta la sua domanda di lasciare il governo dell’Arcidiocesi. Morì il 24 ottobre 1973. È sepolto nel cimitero di Pieve di Soligo. Mantenne sempre un legame profondo di affetto e vicinanza con la comunità di origine: soccorse i conterranei da giovane seminarista durante la Grande Guerra, scegliendo di rimanere in paese durante quel frangente drammatico, nonostante i rischi e le difficoltà. Nel corso del secondo conflitto mondiale si prodigò con successo nella diocesi di Nocera Umbra e Gualdo Tadino per l’incolumità e la salvezza di alcuni sacerdoti. All’Aquila è ancora ricordato con affetto e riconoscenza. Fui lui nel 1972 a inaugurare la basilica di Collemaggio dopo lunghi lavori di restauro. Nel settembre del 1972 fu alla testa di una delegazione di aquilani che fu ricevuta da Papa Paolo VI. Il Pontefice rivolto a monsignor Stella disse: «Il nostro saluto al vostro Arcivescovo e diciamo a tutti che Noi lo conosciamo da lunghi anni. Quando lui è entrato all'Aquila Noi prestavamo il nostro servizio alla Segreteria di Stato, e siamo forse stati i primi a salutarlo come Arcivescovo dell'Aquila. Quanti anni fa, forse venti, no? (Monsignor Stella: ventitrè). Ventitrè anni! Eh, il tempo passa. Benediciamo in lui tutta la famiglia diocesana dell'Aquila».

