Ricorso inammissibile Scattano gli aumenti delle tariffe sui rifiuti

17 Settembre 2023

Pubblicata l’ordinanza del giudice del Tribunale dell’Aquila Le delibere sui rincari della Tari non si possono annullare

AVEZZANO. Scattano gli aumenti della Tari. È stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Avezzano contro l'aumento delle tariffe deliberate da Aciam, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, al fine di ottenere la sospensione delle delibere del 21 dicembre 2021 e del 9 marzo 2023 dell'assemblea dei soci in quanto illegittime o nulle. Lo ha stabilito con una ordinanza il giudice della sezione specializzata in materia d'impresa del Tribunale dell'Aquila, Jolanda Di Rosa.
«Occorre premettere», scrive il giudice, «che l'articolo 2378 del codice civile disciplina uno specifico procedimento per l'impugnazione delle delibere delle società per azioni, prescrivendo, ai fini della sospensione ante causam dell'esecuzione della deliberazione impugnata, il contestuale deposito dell'atto di citazione e del ricorso cautelare». «Nella specie, il ricorso proposto dal Comune di Avezzano contiene la domanda di merito cui accede l'azione cautelare di dichiarare la invalidità», si legge nell'ordinanza, «delle deliberazioni impugnate nella loro duplice valenza di nullità e/o annullabilità. L'atto può dunque essere convertito d'ufficio in atto di citazione». L'udienza è stata fissata il 25 marzo 2024. «La domanda cautelare, invece, non può essere invece esaminata, ma ciò non esclude la proponibilità di un altro ricorso cautelare», conclude l'ordinanza. «La questione è ancora nella fase iniziale con l'unico dato certo che la domanda giudiziale di invalidazione delle delibere assembleari di Aciam presentata dal Comune di Avezzano nel merito è ammissibile, mentre quella di sospensiva la si vuole in un atto a parte», spiega l'assessore alle Partecipate del Comune di Avezzano, Loreta Ruscio, che si ritiene «soddisfatta nella parte in cui il Tribunale ha disatteso e rigettato le aspettative di Aciam di ritenere inammissibile e infondato nel merito le impegnative alle delibere assembleari. Il fatto poi che il Tribunale abbia invitato il Comune a formalizzare l'istanza cautelare di sospensiva delle deliberazioni in un atto autonomo rispetto all'azione promossa non inficia in alcun modo le aspettative sulla sospensiva che devono essere soltanto riproposte in atto separato. La questione dopotutto è squisitamente tecnica e legata all'entrata in vigore della riforma Cartabia». Sulla vicenda è intervenuto anche l'ex assessore all'Ambiente Roberto Verdecchia. «La proposta di sospensiva votata dal consiglio comunale è durata esattamente da Natale a Santo Stefano viste le palesi violazioni di legge a cui il ricorrente è palesemente incorso. E ora chi paga gli avvvocati Lucci Massimo e Mario? Quanto gli è stato dato e quanto ancora pensano di avere oltre quelli già attribuiti dalla delibera numero 114 del 6 giugno - ove i proponenti ed interessati, sindaco e assessore al Bilancio, erano straordinariamente assenti - e ulteriori determine dirigenziali? Il 25 marzo 2024», osserva Verdecchia, «è ancora molto lontano e ricade dopo circa 10 giorni dalle elezioni regionali che, per quello che si sente dire, sconvolgeranno la politica locale ammantata da falso civismo. Quanti denari pubblici sono stati spesi in questo periodo tra pareri di avvocati e consulenti tecnici quando lo avrebbe capito anche uno studente in Giurisprudenza che era molto meglio trovare un accordo stragiudiziale e non procedere ad inutili e futili contenziosi».
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