Ricostruire città e persone nello spettacolo di Gentilucci

31 Luglio 2015

L’AQUILA. Si chiama “I custodi dell’anima”, dramma popolare in tre quadri, lo spettacolo dell’associazione culturale Arti e Spettacolo, nell’ambito dei “Cantieri dell’Immaginario”. La pièce andrà in...

L’AQUILA. Si chiama “I custodi dell’anima”, dramma popolare in tre quadri, lo spettacolo dell’associazione culturale Arti e Spettacolo, nell’ambito dei “Cantieri dell’Immaginario”. La pièce andrà in scena domani sera alle 21,30, al Parco del Castello. Con la regia di Giancarlo Gentilucci, il testo di Roberto Melchiorre, le musiche di Sandro Paciocco e le coreografie di Romina Masi, si tratta di una messa in scena che fa della coralità la sua cifra decisiva. Sono infatti le tante voci le protagoniste, che danno vita ai conflitti della comunità e raccontano la faticosa ricerca di ciò che dà senso e identità a una città: la sua anima. Un’anima che prende forma dai desideri e le passioni di tutti gli abitanti, con gli strumenti dell’arte. Un gruppo di pastori/contadini, dopo la distruzione della città, non senza discussioni, si reca sul promontorio dove si sono rifugiati i signori. Vogliono convincerli a tornare nelle loro case, in modo da ricostruire insieme la città, convinti che solo unendo tutte le componenti della cittadinanza potranno dare un’anima ai mattoni, alla calce, al cemento.