Ricostruito il viadotto sull’A24 Presto sarà di nuovo percorribile

Il ponte autostradale Genzano realizzato con piloni in acciaio corten e innovativi dissipatori sismici Era stato fatto brillare con delle microcariche esplosive alle prime luci del giorno dell’agosto 2021
L’AQUILA. È stata completata con il varo dell’ultima campata la ricostruzione della carreggiata Est del viadotto Genzano, sull’autostrada A24, demolito con microcariche esplosive nel mese di agosto 2021. «L’infrastruttura dell’area aquilana potrà presto disporre di un nuovo viadotto antisismico», fanno sapere da Strada dei Parchi, «realizzato secondo le norme tecniche del 2018, con piloni in acciaio corten e dissipatori sismici di ultima generazione». Terminate le operazioni di posizionamento dell’ultima campata, le attività di cantiere proseguono fino alla completa riapertura al traffico del nuovo viadotto Est, con caratteristiche del tutto analoghe a quello già in esercizio in carreggiata Ovest. Alle porte dell’area metropolitana aquilana, il viadotto Genzano è, infatti, costituito da due strutture indipendenti e, insieme alle altre opere della tratta, è oggetto di adeguamento sismico secondo il piano di messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 avviato dal concessionario. Tra le uscite di Tornimparte e L’Aquila Ovest, la carreggiata Est in direzione Teramo era stata fatta brillare alle prime luci dell’alba del 4 agosto dell’anno scorso. Una chiusura al traffico di sole tre ore era bastata a consentire l’abbattimento controllato del viadotto Est e a riaprire al transito in entrambe le direzioni quello Ovest, aperto al traffico un mese prima. In esercizio dal 1969, il ponte autostradale è costituito da due strutture indipendenti. Il viadotto Ovest era stato demolito con mezzi meccanici alla fine del 2019, mentre per smantellare le cinque campate del viadotto Est era stata scelta la soluzione innovativa dell’abbattimento controllato con microcariche esplosive, già utilizzata con successo sulla stessa carreggiata del viadotto Fornaca. Una soluzione che permette di comprimere al massimo i tempi di demolizione e di iniziare quasi immediatamente la ricostruzione. Una scelta ideale per viadotti, come quello di Genzano, che valicano tratti di campagna scarsamente o per nulla abitati. L’unico accorgimento, in questo caso, aveva riguardato la statale 584, nel tratto fra Lucoli e Genzano di Sassa, dove per salvaguardare la sede stradale dai detriti questa era stata ricoperta da un cuscino di terra di circa un metro e protetta lateralmente da franchi di sicurezza.
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