Ricostruzione: a San Domenico c’è il rischio dei sottoservizi

Il presidente del Consorzio “Buccio di Ranallo”, Bonanno: «Per la fine dell’estate molti aggregati saranno pronti, ma 100 famiglie potrebbero non rientrare per mancanza di acqua, luce e gas»
L’AQUILA. Oltre cento famiglie rischiano la beffa-ricostruzione. Per fine estate, primo autunno, almeno i trequarti del quartiere di San Domenico, uno dei più antichi del cuore del centro storico cittadino, potrebbero essere ultimati e le chiavi consegnate ai proprietari degli immobili. Ma anche in questo caso – come in altre situazioni – c’è il rischio che non ci siano i servizi: acqua, luce e gas.
Questo perché in quella zona i sottoservizi per ora non sono previsti e l’unica soluzione, come hanno accertato i tecnici Enel nei vari sopralluoghi per il posizionamento delle nicchie per i contatori negli edifici dei cinque consorzi coinvolti (ogni consorzio è costituito da diversi aggregati, anche 4-5 edifici per dieci appartamenti ciascuno), sarebbe allacciare le condotte a quelle del complesso monumentale restaurato e funzionante del convento di San Domenico (del tredicesimo secolo). Che ospita, nella parte dell’ex carcere omonimo, la sede della Corte dei conti.
Ma se questa operazione non sarà possibile, c’è il rischio concreto che oltre 100 famiglie, pur avendo le case pronte per essere riconsegnate, non potranno rientrare perché prive di servizi. Con l’ulteriore rischio – e sarebbe una beffa, oltre a un danno – che i proprietari che sono ospitati negli alloggi del progetto Case o nei Map, sarebbero costretti a pagare l’affitto al Comune.
«Noi ovviamente ci auguriamo che tutto questo non accada, perché rischieremmo di diventare veramente la barzelletta d’Italia», dice il presidente del Consorzio “Buccio di Ranallo”, Vincenzo Bonanno, «perché pur ringraziando i Beni culturali, il Comune, le imprese, per quello che hanno fatto finora, diventerebbe tutto inutile. Senza tenere conto del fatto che edifici praticamente nuovi rimarrebbero non si sa per quanto tempo in balìa delle intemperie e dei vandali. Ci auguriamo che tutto si possa risolvere in tempo e nel migliore dei modi», prosegue Bonanno, «perché dobbiamo dire che per il nostro quartiere tutte le componenti – dai tecnici dei consorzi a quelli dell’Ufficio ricostruzione, dai Beni culturali al Comune – si sono mosse tutte in perfetta sintonia e con molta celerità. Addirittura l’impresa Edilfrair, che sta ristrutturando gran parte della zona compresa tra via Angioina e via Buccio di Ranallo-via del Bargello, è avanti con i lavori, rispetto a programma, che prevedeva, per la parte non vincolata, la riconsegna dei cantieri entro giugno 2017. Confidiamo che gli enti preposti facciano la loro parte e predispongano i servizi prima della fine dell’estate».
In via Fortebraccio un edificio storico ha atteso quasi un anno, dalla conclusione dei lavori, prima di poter essere riabitato. In un complesso ricostruito ex novo nel quartiere di San Pietro, in via Rustici, invece, il 22 aprile prossimo verranno riconsegnate le chiavi ai proprietari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

