Ricostruzione, al lavoro undicimila operai

29 Novembre 2014

L’AQUILA. Ricostruzione nel nome della legalità, del rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori e della tutela dell’ambiente. Sono questi i temi toccati durante il convegno che si è svolto...

L’AQUILA. Ricostruzione nel nome della legalità, del rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori e della tutela dell’ambiente. Sono questi i temi toccati durante il convegno che si è svolto ieri nella sede della Cgil, su iniziativa della Fillea nazionale. Il sindacato di categoria ha lanciato una serie di proposte, «che permetteranno di non regalare più soldi pubblici a mafiosi e corruttori, di non continuare a cementificare il territorio, di far partire la ricostruzione nel centro storico, e per far sì che nessun lavoratore sia sfruttato, umiliato, offeso nella sua dignità, attraverso pratiche di assoggettamento economico, psicologico e sociale». La relazione conclusiva è stata affidata al segretario nazionale Cgil Gianna Fracassi. Durante il dibattito, a cui hanno preso parte anche le istituzioni locali, è stato fatto il punto sul processo di ricostruzione della città e dei comuni del cratere. Attualmente, in quello che viene definito il più grande cantiere d’Europa, stanno lavorando 11mila operai e 1700 ditte: secondo la Fillea-Cgil, «da questo territorio può partire il rilancio del settore, la cui filiera sta soffrendo una crisi strutturale». Per la tutela dei lavoratori il sindacato ha suggerito di «realizzare l’incontro tra domanda e offerta nei centri per l’impiego, al fine di valorizzare le professionalità attraverso la corretta applicazione della legislazione sul lavoro».Presente al convegno anche il magistrato Giuseppe Ayala. (r.s.)