Ricostruzione, archiviazione per Fontana

L’ex capo della Struttura di missione era indagato per corruzione ma l’inchiesta non è mai decollata
L’AQUILA. Finisce in archivio un’inchiesta definita Caligola-bis, uno stralcio dell’indagine Ecosfera (il cui esito, invece, è ancora da definire), e riguardante piani di ricostruzione di alcuni comuni terremotati. L’indagine ha visto indagate figure apicali della ricostruzione come l’ex direttore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, e l’architetto di Corropoli (Teramo), Marco D’Annuntiis, insieme ad altre persone.
Questo filone ipotizzava l’esistenza di un patto corruttivo non provato nelle consulenze assegnate nel post-sisma.
Secondo alcune carte investigative ci sarebbero stati dei contatti tra l’imprenditore Duilio Gruttadauria, un imputato nel filone principale di Ecosfera, e lo stesso Fontana. Nel senso che Gruttadauria avrebbe tentato di sfruttare le sue conoscenze all’interno della Struttura di missione; e, sempre secondo tesi investigative ha ottenuto un incontro con un laico che lavora nella Curia aquilana grazie all’intervento di Fontana. Ma non vi sono prove di attività illecite di Fontana. Sempre nello stesso contesto non ci sono contestazioni per i piani di ricostruzione, inizialmente finiti nel mirino del pm, che riguardano Comuni e frazioni del cratere, come Barete e Tempera.
Non ci sono elementi per sostenere che un altro indagato abbia convinto i sindaci a rivolgersi all’Università di Camerino, dove lavora il prosciolto D’Annuntiis.
Non emergono, secondo la Procura, elementi tali da far affermare che Fontana abbia commesso atti illeciti nei riguardi di Ecosfera o una delle sue società fantasma. Forse, secondo gli investigatori, Gruttadauria, nell’ambito della ricostruzione, voleva sfruttare le proprie conoscenze visto che Fontana era a capo della Struttura di missione, poi divenuta Unità di coordinamento per la ricostruzione «ma l’emissione di un provvedimento cautelare nei suoi confronti ha fatto in modo che i suoi rapporti con il Fontana si limitassero al minimo», si legge nella richiesta di archiviazione, «e i suoi progetti messi in campo erano in un terreno minato».
Per cui le idee del Gruttadauria, lecite o illecite che fossero, rimasero confinate per sempre nel mondo delle intenzioni.
(g.g.)
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