Ricostruzione completa all’84% «E adesso si apre la fase finale»

15 Febbraio 2023

Ventimila gli edifici interessati in città: a buon punto quelli privati, ma il pubblico è a metà dell’opera Provenzano (Ufficio speciale): «Superati pandemia e rincari abnormi, ora un rinnovato interesse»

L’AQUILA. A quasi 14 anni dal sisma del 6 aprile 2009, la città dell'Aquila è ricostruita all’84%. Sono 20.533 gli immobili privati interessati da opere di rifacimento e ristrutturazione, per un totale di 5,2 miliardi di euro, di cui 2,7 euro già erogati. E un trend che è in crescendo, dopo un lieve stop nel periodo della pandemia e a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime. Mentre la parte pubblica è ancora a metà dell’opera. A fornire i numeri è Salvo Provenzano, titolare dell’Ufficio speciale della ricostruzione aquilana (Usra), che lavora con un team di circa 70 tecnici.
Provenzano resterà a capo dell’Usra almeno fino al mese di dicembre prossimo: il governo ha deciso, infatti, per la proroga di un anno dei titolari di tutti gli Uffici speciali.
I PRIVATI
SONO A BUON PUNTO
La ricostruzione privata viaggia a un ritmo più serrato rispetto a quella pubblica. Finora sono stati emessi 5.462 pareri dall’Usra su altrettante pratiche. In città l’Usra ha emesso 2.493 pareri, 6.907 gli edifici interessati per 2,9 miliardi di euro. Sono stati concessi, al momento, 1,7 miliardi. Per le frazioni, invece, i pareri emessi sono 2.974, per un totale di 13.626 edifici e 2,2 miliardi di euro di lavori. Al momento, sono stati concessi finanziamenti per 1 miliardo.
«Un buon risultato», spiega Provenzano, «ci avviciniamo alla fase finale della ricostruzione, sulla quale hanno pesato, senza dubbio, i due anni di pandemia e l’aumento abnorme dei prezzi. Quest’ultimo problema è stato superato con la circolare esplicativa pubblicata a dicembre sorso che ha aumentato i parametri dei costi della ricostruzione dando alle imprese un margine più ampio. Sulla ricostruzione post-sisma, registriamo un rinnovato interesse».
IL PUBBLICO
A METà DELl’OPERA
Nel pubblico i numeri sono più bassi ma, rispetto alla prima fase, ora la ricostruzione è a buon punto. In questo caso, il costo complessivo della ricostruzione ammonta a 2,3 miliardi euro di cui 2,2 finanziati e 1,5 erogato.
Gli interventi da portare a termine, tra scuole, uffici ed edifici pubblici di varia natura, sono 735, di cui conclusi 360, esattamente il 49%. Sono invece 28 gli edifici pubblici ancora in fase di programmazione (3,8%) e 113 quelli in fase di progettazione (15,4%). Per 126, il 17,1%, i lavori sono in corso e 108 sono arrivati al collaudo, il 14,7%.
Sono 204 gli interventi a carico dell’Ater e 192 del Provveditorato alle opere pubbliche. 156 lavori fanno riferimento al Mibac e 147 al Comune dell’Aquila. E ancora, 14 sono gli edifici della Provincia interessati da opere di ristrutturazione post- sisma, 7 della Gran Sasso Acqua, 6 della giunta regionale, 4 della Asl, 2 del consiglio regionale e un edificio ciascuno per Arta, Dipartimento di protezione civile ed Adsu.
IL FUTURO
DELLA RICOSTRUZIONE
«Quest’anno contiamo di chiudere molti dei cantieri in dirittura d’arrivo», dichiara Provenzano. Una ripresa registrata già da dicembre quando sono state 50 le pratiche della ricostruzione privata post sisma presentate e integrate: il 100% in più rispetto a novembre per circa 42 milioni, distribuiti tra centro città e frazioni, con una particolare spinta propulsiva per queste ultime. Molto ha pesato positivamente la circolare che ha reso applicabile l’adeguamento dei contributi, alzandoli fino al 20%: un atto congiunto dei due uffici speciali, Usra e Usrc, che disciplina il riconoscimento dell’adeguamento del costo unitario delle lavorazioni.
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