Ricostruzione delle chiese Comitato a San Demetrio

I cittadini denunciano: «Neppure un luogo di culto restituito a 10 anni dal sisma» Sabato pomeriggio assemblea alla Sala Aurora per stabilire iniziative di protesta
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. In dieci anni, nel comune di San Demetrio ne’ Vestini, non è stata ricostruita una sola chiesa. E quella provvisoria inizia a dare segni di cedimento. A sottolineare lo «stato di immobilismo totale» è un gruppo di residenti del centro vestino, che hanno dato vita a un comitato pronto a dare battaglia.
Nei giorni scorsi, sono state recapitate alle famiglie del paese 600 lettere a firma dei promotori dell’iniziativa Giuseppina Riocci, Sandro Filauro, Claudio Mancinelli, Giuseppe Pichelli, Davide Porrelli e Angela Maria Salvatore, che si sono rimboccati le maniche, decisi a «fare qualcosa per sbloccare la situazione». Le chiese del paese, danneggiate dal sisma del 2009, sono tutte inagibili: alcune, come l’Annunziata a Cardabello, la chiesa di San Giovanni, che ha una particolare valenza storica e la stessa Madonna dei Raccomandanti, che insieme alla Parrocchiale sono le più importanti, presentano più di un problema. Criticità che il comitato ha messo nero su bianco nella lettera inviata ai residenti di San Demetrio. Intanto, per il 9 marzo, alle 18, alla sala Aurora, è stata indetta una riunione in cui si stabiliranno eventuali azioni di protesta.
«Siamo consapevoli che tanti vivono ancora nei Map», si legge nella lettera, «e che ogni momento del giorno e della notte si chiedono quando potranno rientrare nelle loro abitazioni. A questo grave disagio si aggiunge la mancanza di una chiesa restaurata, che possa ospitare tutti i fedeli. Dopo dieci anni di immobilismo, durante i quali è stato fatto poco o niente», affermano i promotori del comitato, «le nostre chiese si trovano ancora come quella notte. Anzi, l’incuria e le lungaggini burocratiche hanno peggiorato di gran lunga la situazione degli edifici di culto. Persino la chiesetta provvisoria sta andando in rovina». Il comitato si dice pronto alla mobilitazione: «È ora di muoverci. Siamo restati in silenzio per dieci anni, ora basta. Ci occuperemo di verificare lo stato di avanzamento delle pratiche e, se necessario, organizzeremo una manifestazione di protesta collettiva. L’unione fa la forza: lottiamo insieme con lo spirito solidale che la nostra comunità ha sempre avuto». La lettera è stata inviata alle istituzioni civili e religiose coinvolte, il Comune e la Curia, e alle associazioni del territorio. Non è la prima iniziativa di protesta legata alla situazione in cui versano gli edifici di culto a San Demetrio: già mesi fa un gruppo di cittadini aveva sollevato il problema delle chiese dell’Annunziata e della Madonna dei Raccomandati, che presentavano infiltrazioni importanti e uno stato di degrado dovuto allo sfondamento di parte del tetto.
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