Ricostruzione, i Comuni chiedono altri 2 miliardi

Oltre alle risorse promesse da Conte, per l’Ufficio speciale e i sindaci del cratere è questa la somma necessaria per completare entro il 2027 i lavori post sisma
FOSSA. I Comuni del cratere e l’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usrc) guidato dall’ingegner Raffaello Fico «ringraziano il Governo e la Regione per le necessarie certezze finanziarie e l’impegno sui temi importanti» emersi dall’incontro in videoconferenza di due giorni fa con il presidente del consiglio Conte. Però sia l’Usrc che il sindaco anziano Lanfranco Chiola, che guida il tavolo di coordinamento delle aree omogenee, in una nota indicano una serie di priorità alle quali far fronte per arrivare entro il 2027 a mettere la parola fine alla ricostruzione. Secondo Usrc e sindaci servono ancora 4,5 miliardi e quindi, tolti quelli che Conte ha promesso due giorni fa, cioè 2,7 miliardi, ne serviranno almeno altri 2. Al governo sarà inviato un documento su ciò che serve per completare la rinascita e anche “stabilizzare” una governance, soprattutto gli Uffici speciali che sono un punto di riferimento certo.
PERSONALE. «Il tema del personale è collegato all’auspicabile costruzione di una macchina unica di connotazione statale», si legge nella nota di Usrc e sindaci, «le ultime norme hanno lasciato buchi nel complesso e articolato tema. La richiesta è chiara: la possibilità che tale processo di stabilizzazione si radichi all’interno del dipartimento Casa Italia».
PROGRAMMA RESTART. «Il fabbisogno economico espresso dal territorio nei Pit (progetti integrati per il turismo) è ampiamente superiore all’attuale disponibilità finanziaria residua del programma di sviluppo Restart, pari a 19,2 milioni», continua la nota. «Per i Comuni del cratere è di principale interesse favorire la ripresa dell’intero sistema territoriale assicurando il finanziamento di tutti gli otto Pit, ritenendo il potenziamento delle risorse turistiche indispensabile a valorizzare l’investimento pubblico per la ricostruzione dei centri storici e a sviluppare l’offerta territoriale»..
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. «Ad oggi, rispetto ai circa 200 milioni di euro di risorse stanziate per interventi pubblici di competenza dei Comuni minori si ha una percentuale di avanzamento del 37%, ma la ricostruzione pubblica necessita di altri 460 milioni per edifici (escluse le chiese), reti e viabilità dei centri storici e di 130 milioni per completare il processo di messa in sicurezza e adeguamento sismico delle scuole», dicono sindaci e Usrc.
DOPPIO SISMA. L’Usrc «sulla base di una valutazione delle attuali pratiche di ricostruzione già presentate, ha determinato che il sisma 2016 ha causato un danno economico aggiuntivo pari al 30% di quello già presente. Si richiede un’attenzione particolare all’inserimento di una programmazione pluriennale di risorse (300 milioni di euro) necessarie per l’ammissione a contributo delle precedenti pratiche (già chiesta al commissario 2016 per competenza). Appare evidente che un dipartimento unico per la ricostruzione faciliterebbe le procedure».
CURCIO. Per Fabrizio Curcio capo del dipartimento Casa Italia, presente all’incontro con Conte, «ci sono nuove risorse per l’Abruzzo. Ma anche criticità», dice, «su cui stiamo lavorando, ad esempio serve uno sforzo in più per le scuole. All’Aquila e nel cratere lo stiamo facendo con la cabina di regìa istituita con le istituzioni del territorio. L’obiettivo è aumentare il numero degli edifici scolastici consegnati agli studenti perché si possa chiamare vera ripartenza».
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