Ricostruzione, imprenditore edile di Avezzano condannato a 6 mesi
Ha presentato un falso documento unico di regolarità contributiva per ottenere un lavoro nella ricostruzione dell’Aquila. Un geometra si insospettisce e fa partire un’inchiesta
AVEZZANO. Presenta un documento unico di regolarità contributiva falso per ottenere un lavoro nella ricostruzione dell’Aquila. Un geometra si insospettisce e fa partire un’inchiesta che si conclude con la condanna dell’imprenditore, da parte del tribunale di Avezzano, a sei mesi di reclusione. L’imputato è Elvezio Boccabella, titolare di un’impresa di costruzioni di Avezzano. I fatti risalgono al 2011, quando Gianluca Equizi, geometra dell’Aquila, ha contattato Boccabella per un lavoro nella ricostruzione dell’Aquila. La legge vuole che l’impresa, prima di avviare i lavori o partecipare a un appalto, debba consegnare il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), che rappresenta l'attestazione dell'assolvimento, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile. Boccabella ha consegnato un documento nel quale mancava il codice identificativo, che viene generato automaticamente da un sistema informatico.
A quel punto Equizi si è insospettito e ha segnalato l’atto prodotto dall’imprenditore marsicano. Le indagini sono partite dalla Procura dell’Aquila con la delega ai carabinieri della stazione di polizia giudiziaria e si sono poi spostate per competenza ad Avezzano. Durante il processo, in cui sono stati sentiti testimoni, periti e consulenti tecnici, tra cui anche il direttore pro-tempore dell’Inail, Marisa D’Amario, è emerso che Boccabella non solo aveva prodotto un documento falso, ma non aveva pagato contributi ai dipendenti dal 2004. Per questo il giudice Maria Carla Mastelli ha accolto la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Alessia Marchione e ha condannato l’imprenditore a sei mesi di reclusione, dichiarando la falsità del Durc per cui ha anche chiesto la distruzione.
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