Ricostruzione, indagato un architetto

27 Gennaio 2018

Procura e Finanza: «Ha ottenuto un incarico da collaudatore, ma era stato sospeso». Sequestrato il compenso

L’AQUILA. Un architetto di Pescara, Gianni Di Paolantonio, 73 anni, è finito sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica per aver ottenuto un incarico di collaudatore nell’ambito della ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, nonostante, all’epoca, non fosse in possesso dei requisiti necessari per il ruolo.
Egli, infatti, secondo le tesi dell’accusa, era stato sospeso a tempo indeterminato con provvedimento di natura disciplinare dall’Albo degli architetti, paesaggisti e conservatori.
I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Francesco Maione, hanno ha effettuato, su provvedimento del gip del tribunale, Mario Cervellino, un sequestro di oltre 8mila euro pari ai compensi indebitamente percepiti: l’architetto è indagato, con accuse ancora tutte da dimostrare, per esercizio abusivo della professione e per aver percepito indebitamente i relativi compensi costituiti da contributi pubblici. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Simonetta Ciccarelli, per assumere l’incarico nella riparazione degli immobili danneggiati dal sisma del 2009, avrebbe falsamente attestato di essere in possesso di tutti i previsti requisiti professionali e delle competenze abilitanti per l’incarico.
Le indagini avrebbero rivelato che il professionista, già prima dell’assunzione dell’incarico, aveva subìto la sospensione a tempo indeterminato per motivi disciplinari dall’albo di Pescara.
A quasi nove anni dal sisma, nell’ambito delle numerose indagini nel settore della ricostruzione post-sisma, le Fiamme Gialle aquilane stanno effettuando un nuovo filone di controlli: si tratta di accertamenti svolti anche nei confronti di quelle figure professionali che beneficiano, per le loro prestazioni, di contributi pubblici. Possibile un ricorso al Riesame dell’indagato.
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