Ricostruzione, la Cisl denuncia: nei cantieri tanti operai irregolari
Il sindacato accusa: molte imprese regolari sono schiacciate dalla concorrenza sleale Cialente: attualmente l'utilizzo dei badge non è obbligatorio, chiediamo al prefetto che lo diventi
L’AQUILA. Troppe irregolarità nei cantieri della ricostruzione. E il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, torna a chiedere l’adozione obbligatoria del "badge" di riconoscimento per gli operai. Misura già sperimentata con successo durante i puntellamenti. Intanto, la Filca-Cisl scenderà in piazza, il primo maggio all’Aquila per protestare contro «le anomalie nella ricostruzione post-sisma».
I dati parlano da soli: durante i puntellamenti sono stati monitorati e identificati settemila lavoratori edili. Adesso sono appena 350 gli operai in possesso del badge identificativo. «Il Comune si avvale di un settore che si occupa proprio di questo», spiega Cialente, «e che ha consentito, con l’utilizzo dei badge, di monitorare la presenza, la regolarità e la provenienza dei lavoratori. Ben 7mila nel post-terremoto, mentre adesso sono appena 350. Un metodo efficace che ha permesso di scovare anche due ditte legate alla camorra». Attualmente l’utilizzo dei badge non è obbligatorio. «Basterebbe una circolare dell’Inps o un’ordinanza del Prefetto per rendere il provvedimento esecutivo e costringere le ditte a identificare pubblicamente i lavoratori», afferma Cialente, «questa amministrazione si è sempre battuta per la trasparenza e la legalità. L’identificazione diretta degli operai edili è un metodo infallibile anche per capire quante ditte aquilane stanno lavorando alla ricostruzione, la regolarità degli appalti, e l’utilizzo dei subappalti».
Problema, questo, denunciato anche dalla Filca-Cisl che organizza per domenica, in piazza Duomo, dalle 10 alle 12, un presidio «per prevenire la destrutturazione del settore edile e l’evasione ai danni degli enti previdenziali e di assistenza. Nei cantieri della ricostruzione», denuncia Pietro Di Natale, segretario regionale Filca-Cisl «vengono troppo spesso violati i diritti dei lavoratori, demansionati e dequalificati e costretti ad accettare retribuzioni inferiori rispetto alle professionalità acquisite negli anni. Tutto con un calcolo delle ore in busta paga che non corrisponde a quelle realmente effettuate, giustificate con assenze, ferie, permessi inesistenti e malattia». Secondo la Filca- Cisl «l’illegalità, nei lavori post-sisma è dilagante e sta contagiando molte imprese regolari, schiacciate dalla concorrenza sleale. I dati diffusi dall’Osservatorio sulla ricostruzione rilevano un’elevata evasione contributiva e la destrutturazione del settore. Proliferano i contratti a tempo determinato», conclude Di Natale, «nonostante sia prevista nelle ordinanze l’applicazione del Durc cartaceo fino al 31 dicembre 2016, le imprese fanno ricorso al Durc on line (Dol), che viene accettato da molti Comuni del cratere, che non versano quanto dovuto in Cassa edile».
Monica Pelliccione
©RIPRODUZIONE RISERVATA

